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⚠️ A tutto questo si aggiunge l'inquinamento del suolo e dell'acqua dovuto allo smaltimento dei farmaci, abbondantemente impiegati nell'allevamento intensivo, e delle deiezioni degli animali allevati.

👉 Questo sistema ha potuto esistere fino ad ora solo tramite il consumo selvaggio e incontrollato di risorse, e lo smodato consumo di carne promosso da questo sistema ha smesso di essere sostenibile per il pianeta molto tempo fa.

Cosa possiamo fare, dunque❓
Oltre alle scelte di cosa mettere nel piatto, è fondamentale fare pressione ai governi perché promuovano il passaggio a un'alimentazione plant based a partire dai paesi più ricchi, dove l'eccesso nel consumo di alimenti di origine animale è più marcato.

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⚠️ Gli allevamenti occupano il 20% delle terre emerse, una quantità di suolo enorme che li lega a doppio filo alla deforestazione, alla distruzione di innumerevoli habitat di specie selvatiche e di porzioni sempre maggiori del “polmone verde” della Terra, con un numero sempre crescente di foreste rase al suolo per lasciare spazio agli animali allevati e alle monocolture atte a sfamarli.

Gli allevamenti e la produzione di mangimi per uso animale consumano il 70% di tutta l’acqua utilizzata dall’intero pianeta.
I prodotti di origine animale hanno un'impronta idrica di gran lunga maggiore rispetto a quelli vegetali, con un consumo d’acqua necessario a produrre un pasto a base di carne 15 volte superiore a quello di un pasto vegetale.

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QUAL È L’IMPATTO DEGLI ALLEVAMENTI SUL CLIMA? 🐮

C’è un problema che tuttora rimane sotto silenzio, assente dalle agende politiche sul clima di tutti i partiti italiani.

⚠️ Il sistema degli allevamenti animali è responsabile ogni anno del 15% delle emissioni di gas serra mondiali secondo le stime FAO e il loro consumo di suolo, acqua e risorse è un peso che non è più sostenibile per il nostro pianeta.

Negli allevamenti sono stipati il 60% dei mammiferi esistenti sul pianeta. Solo il 4% dei mammiferi sono attualmente animali selvatici, il restante 36% esseri umani.

Dopo di che si deve comunque costruire un percorso condiviso con le associazioni e le istituzioni scientifiche, non certo facendo riferimento a piani di dieci anni fa, come quello dell’Ispra del 2013 citato dall’Ente Parco».

🗣 Animal Rebellion Italia si unisce alla protesta contro la decisione di massacrare i daini del Parco della Valle del Po!

Uccidere non può mai essere la prima soluzione!

❓Cosa fare per aiutare la protesta:

1️⃣ Firmare questa petizione

change.org/p/petizione-ufficia

2️⃣ Condividere questo appello

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👀 Dall'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) viene una ferma condanna (enpa.it/it/91137/cnt/i-fatti/d):

«Inaccettabile! È quanto di più anti-etico e anti-scientifico un parco possa fare.

Chiediamo: sono state davvero percorse tutte le strade possibili? [...] Sarebbe interessante anche capire quali metodi ecologici di prevenzione sono stati attuati finora. [...] Ricordiamo tra l'altro che in base alla legge nazionale provvedimenti di questo tipo devono essere seriamente e validamente motivati e “motivabili” sotto il profilo scientifico: non basta un generico rischio, occorre andare nello specifico, dimostrando che effettivamente questi animali potrebbero ledere alla natura, alla biodiversità o quant'altro.

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‼️ Per rendere il tutto ancora più "appetibile", viene specificato che

«Il canone di concessione a base di gara da sottoporre a rialzo è pari a euro 0,00 (zero/00 €) annui oltre ad IVA».

👉 Quindi, riassumendo: una specie di animali parautoctona, introdotta nella regione dalle attività umane, che vive in un parco naturale cresce eccessivamente di numero a causa dell'assenza di predatori (imputabile all'azione di caccia sfrenata nei secoli passati), e l'ente che dovrebbe provvedere alla tutela del parco trova come unica soluzione regalare la concessione del massacro di tali animali a privati che ne trarrebbero enormi profitti.

📢 Numerose sono le proteste da parte di associazioni animaliste contro questa decisione crudele e insensata, che pare più motivata da un interesse economico che da una seria indagine scientifica.

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❗️Il bando contiene inoltre utili dettagli volti a dimostrare il vantaggio economico di tale operazione:

«- il valore della carne di daino, in Italia, varia tra 4,00 €/Kg per i maschi e 4,30 €/Kg per le femmine e i giovani dell’anno;
- il peso medio utile degli esemplari, tolte la pelle, la testa e la parte bassa delle zampe, è di circa
25 Kg per i maschi e 20 Kg per le femmine e i giovani dell’anno;
- il valore complessivo dei capi presenti, quindi, è di poco superiore ai 100.000,00 euro;
- ragionevolmente, non sarà possibile catturare più di 300 esemplari all’anno nei tre anni di concessione, per complessivi 900 capi ed un valore, quindi, di circa 83.700,00 euro, ossia 27.900,00 euro/anno».

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⚠️ NESSUNA ALTERNATIVA AL MASSACRO? 🦌

Nel Parco del Delta del Po, in particolare nelle zone della Pineta di Classe a Ravenna e del Lido di Volano a Ferrara, vivono circa 1200 daini: sono i discendenti di piccoli gruppi di esemplari fuggiti dalla cattività (ovvero, da allevamenti per la macellazione presenti nei dintorni) negli anni Novanta.

🔍 Secondo l'ente di gestione di tale parco, sono troppi e mettono a repentaglio la flora, in quanto "specie invasiva non autoctona", peraltro quasi del tutto priva di predatori naturali poiché i lupi, per quanto presenti, formano ancora una popolazione troppo esigua.

Con tali motivazioni, il 29 agosto l'ente di gestione del Parco del Delta del Po ha pubblicato un bando (albopretorio.comunecervia.it/w) per affidare in concessione la cattura e la successiva macellazione di circa 1150 daini.

Il co-fondatore di Animal Rebellion, Dan Kidby, ha aggiunto:

"Mobiliteremo 500 persone per interrompere la fornitura di prodotti lattiero-caseari nel Regno Unito. Ciò che questo significherà in pratica è che per un periodo di 1-2 settimane non ci sarà latte sugli scaffali dei supermercati. Questo non è mai stato fatto prima nel Regno Unito o in tutto il mondo.”

Come Animal Rebellion Italia esprimiamo il nostro supporto alle azioni dellə attivistə del Regno Unito, e chiediamo a tuttə voi di condividere la notizia di questa grande azione di protesta non violenta contro l'ingiustizia ed estrema inefficienza di un sistema alimentare che è basato sullo sfruttamento, le sofferenze e lo sterminio di animali non umani e ci porta alla catastrofe ecologica e climatica.

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La portavoce del gruppo, Emma de Saram, 21 anni, ha dichiarato:

“Decenni di ricerca sul clima hanno dimostrato che il tempo per garantire un futuro vivibile per tuttə è insufficiente. Chiediamo al nostro governo di avviare urgentemente una transizione verso un sistema alimentare a base vegetale in cui utilizzeremmo meno risorse naturali, meno energia e meno terra.

La riqualificazione degli spazi precedentemente utilizzati in modo improprio per l'allevamento e la pesca degli animali avrebbe il duplice vantaggio di estrarre carbonio dall'atmosfera e ripristinare la preziosa biodiversità.

Speriamo che le persone ascoltino il nostro messaggio e ci sostengano in un'azione continua per fermare la fornitura di prodotti lattiero-caseari questo settembre".

Foto di Animal Rebellion UK

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STOP DAIRY: GRANDE AZIONE DI DISRUPTION DI ANIMAL REBELLION UK

Il capitolo di Animal Rebellion nel Regno Unito ha iniziato oggi un periodo di disobbedienza civile e azioni di disruption contro l'industria casearia nel loro Paese, con lo scopo dichiarato di interrompere la distribuzione di derivati del latte bovino.

Lo scopo di tali azioni è richiedere una transizione verso un sistema alimentare a base vegetale che supporti lə lavoratorə nel loro allontanamento dalle "industrie distruttive" della carne, dei latticini e della pesca. Inoltre, lə attivistə chiedono che la terra liberata da tale spostamento sia dedicata al rewilding al fine di assorbire il carbonio dall'atmosfera e ripristinare la biodiversità.

Non possiamo scendere in piazza per la giustizia animale e il giorno dopo chiudere un occhio allo sgombero di un campo rom.
La giustizia animale riguarda tutte le specie, noi uman3 compres3.

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Durante il presidio alla Sfattoria, purtroppo, oltre ad essersi presentate personalità politiche con il palese intento di strumentalizzare la vicenda per la campagna elettorale ed altre a sostenere le proprie ideologie complottiste antivacciniste, è emersa la possibilità di accettare l'aiuto da parte di gruppi neofascisti.

Alcune persone, tra le quali anche una nostra attivista, si sono opposte a ciò, ma, non essendo state ascoltate, hanno preferito non presidiare più il luogo.

Perché, di fronte ad un emergenza come questa, è impensabile accettare l'aiuto di chi dichiaratamente agisce in maniera violenta e discrimina altri esseri umani.

La nostra lotta non è apolitica, tutt'altro.

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Occorre lavorare sui nostri privilegi, in primis quello di specie.

Ci teniamo a sottolineare che uno dei principi per aderire al movimento è la nonviolenza radicale, per questo motivo non accettiamo all'interno dei nostri gruppi alcun tipo di atteggiamento violento verbale o fisico, e dunque alcuna forma di discriminazione.

È pur vero che siamo un movimento molto giovane, sopratutto in Italia, esistiamo da poco più di un anno e quando ci troviamo a sostenere situazioni di emergenza come questa è strettamente necessario prendere le distanze da ideologie completamente in contrasto con le nostre.

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Dopo giorni di massima allerta e solidarietà alla Sfattoria degli Ultimi, come Animal Rebellion Italia ci teniamo a ribadire la nostra posizione politica.

Premessa: noi siamo un gruppo nazionale di un movimento più ampio a livello globale, un movimento dichiaratamente antispecista e contro ogni tipo di discriminazione.

Abbiamo una visione condivisa del cambiamento, una visione intersezionale che punti ad una liberazione totale di tutti i corpi sulla Terra e che tenga conto delle esigenze di tutt3.

Una sfida ardua senza alcun dubbio.

Come parte dell'umanità sentiamo l'esigenza di una cultura rigenerativa, una nuova cultura che sia sana e resiliente, che riesca a riemergere dalle rovine degli allevamenti per rigenerare il terreno lasciando gli altri animali liberi di vivere la propria vita senza alcun fine ultimo.

❓Cosa fare:

👉 Se puoi recati sul posto al Parco della Maggiolina (Parte di parco XXV Aprile) Viale Italia - e partecipa al presidio.

❗️Se non ti trovi a La Spezia, puoi:

1️⃣ Firmare questa petizione

change.org/p/la-spezia-emergen

2️⃣ Partecipare al mail bombing

esserevegan.it/cinghiali-deten

3️⃣ Condividere questo appello

4️⃣ Partecipare all’azione digitale con l’ashtag e relativa foto (vedi foto)

5️⃣ Informarti sulla Peste Suina

essereanimali.org/2022/01/tutt

👉 Trovi più informazioni sul canale Telegram (t.me/cinghiali) dedicati ai cinghiali della Maggiolina.

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🐽 Come quelli alla Sfattoria degli Ultimi, anche questi suini sono sani, eppure nonostante l’opposizione del sindaco della città nei giorni scorsi, dal Rifugio Alma Libre arriva la notizia che «la politica, completamente indifferente alla mobilitazione in corso, ha preso la decisione di abbattimento di tutti e 9 i cinghiali con un viaggio di sola andata per il mattatoio», tutto ciò poiché la legge vieta l'immissione dei cinghiali sul territorio. Tuttavia, qui non si tratta di una nuova immissione, bensì di aiutare gli animali a tornare da dove sono venuti.

👥 Sono dunque necessarie quante più persone possibile per presidiare in modo non violento ogni ingresso del parco, e allo stesso tempo serve che vi sia una maggiore risonanza mediatica per quanto sta accadendo.

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⚠️CINGHIALI RINCHIUSI NEL PARCO DELLA MAGGIOLINA A LA SPEZIA⚠️

🧐 Mentre si presidiava la Sfattoria degli Ultimi per impedire l'ingiusta uccisione di suini sani e protetti dal contagio da Peste Suina Africana, un altro presidio si stava tenendo (e tuttora si tiene) presso il Parco della Maggiolina di La Spezia.

👀 Da lunedì 8 agosto, all'interno di quel parco è stata rinchiusa una famiglia di cinghiali, due mamme con sette cuccioli. La loro colpa è quella di aver varcato i confini arbitrari imposti loro da un sistema tossico, specista e oppressivo.

✊ Sul posto ci sono attivistə che da 13 giorni presidiano i 10 cancelli del parco per impedire che ciò accada, e portano acqua e cibo ai suini: tra loro, volontariə dei rifugi Grugno Clandestino e Alma Libre, e dell'associazione LAV.

🌱 Per ora, gioiamo assieme allə amicə della Sfattoria degli Ultimi, mandando loro un grande abbraccio di solidarietà.

💚Nell'amore e nella lotta.✊

📸 Prima foto: Wilbur, un cinghiale dei circa 130 suini del rifugio
📸 Seconda foto: il presidio di questi giorni davanti al rifugio
📸 Terza foto: Tairy e Rachele, due ribelli di Animal Rebellion Italia davanti al presidio

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