Il Fatto Quotidiano pubblica un articolo in cui decanta un futuro radioso per il quartiere della Bolognina. L'aspetto interessante del testo è che per non risultare stucchevole deve anche fare i conti con la realtà ed il risultato finale è un poutpourrì di contraddizioni: dice che il quartiere conserva la memoria storica ma di questa menoria non parla e non può fare a meno di dire che attività storiche, luoghi di ritrovo e centro sociale son state chiuse o cacciati via, tanto che le uniche attività di cui l'articolo parla per esteso sono quelle in via d'apertura (in particolare lo Student Hotel, una sorta di catena di hotel-studentati da settecento- mille euro al mese di proprietà di una multinazionale). >

L'articolo prosegue citando la crisi abitativa della città ricordando che in Bolognina si trovano ANCORA alloggi a cifre abbordabili ma tralasciando il fatto che proprio le nuove attività che decanta sono il traino all'aumento delle tariffe.
Decanta poi il ''miracolo'' del centro di Bologna ora dedicato ai turisti, senza accorgersi che in tutto l'articolo non viene mai citato nulla di buono per la popolazione locale. >

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E qui la parte più ipocrita: l'articolo dichiara esplicitamente che la Bolognina dovrà affrontare negli anni a venire un ''doppio esame'' consistente nel consolidare la sua anima multirazziale e non farsi gentrificare.
Insomma: il testo elogia i ''miracoli'' gentrificatori imposti dall'alto su città e quartiere, non spende una riga a raccontare la storia del quartiere stesso, promuove le attività che fungono da volano all'aumento dei prezzi che sta frantumando la comunità del quartiere scacciando in primo luogo le famiglie di origine straniera ma poi si addossa sulle spalle degli abitanti del quartiere la responsabilità di mantenerne la multiculturalità non opponendosi alla gentrificazione ma preferendogli una sorta di 'gentrificazione buona, non ''svilente''.
ilfattoquotidiano.it/2020/01/1

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