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Nel mondo dei sembra stia accadendo qualcosa: da un lato ho l'impressione che si stia vedendo una riscoperta del mezzo e nascono sempre più nuovi podcast, ma dall'altro ciò sta avvenendo tramite piattaforme che stanno acquistando strumenti, portali e canali di distribuzione.
Un podcast fondamentalmente è un file audio distribuito tramite RSS, ossia tecnologie standard e aperte usate da decenni che funzionano alla grande.
Un podcast normale, difatti, può essere ascoltato su qualsiasi App.
Le nuove piattaforme invece tendono ad impedire la diffusione libera dei contenuti obbligando le persone ad ascoltare i podcast solo tramite il loro sito e le loro App: basta osservare il fatto che molte di queste non rendano immediatamente accessibile i feed. La loro idea è diventare dei Netflix/Spotify dei podcast.

@Ca_Gi ah per me si può estinguere anche oggi, zero preoccupazione

@Antanicus Beh, è una questione di gusti/abitudini/preferenze. Io li apprezzo tantissimo invece: dialoghi e narrazioni depurate da ogni fronzolo visivo/memetico inutile ma fruibili a proprio piacimento a differenza della radio in cui si è legati all'orario di trasmissione

@Ca_Gi @Antanicus Le webradio possono essere (anche) in podcast, quindi con o senza palinsesto orario.
In generale concordo con l'analisi della tendenza, ma questo è figlio dell'accentramento relativo ai content creators e alle piattaforme, dato che ad entrambi conviene la struttura centralizzata per questioni di quantità di pubblico raggiungibile.
E sarà così fintanto che il numero di ascoltatori sarà l'unico parametro di auto- valutazione per i content creators. Questo pattern non si è invertito e non è stato pensato un modello alternativo. E non mi aspetto una regressione ai tempi dei feed RSS che (diciamocelo) sono acqua passata in termini di esperienza utente.

@cirku17 "Acqua passata" non direi proprio: anzi, si tratta di una tecnologia a cui basterebbe pochissimo per esser maggiormente adottata. Sarebbe sufficiente che ogni sito/blog/servizio mettesse in maggior evidenza i pulsanti di accesso ai feed. Cliccando su questi, poi, intervengono le singole App in cui chiunque può scegliere se seguire/abbonarsi, organizzare ecc.
Nella sostanza non è più complicato che crearsi una playlist su Spotify, insomma.
@Antanicus

@Ca_Gi @Antanicus A me piacciono tantissimo, intendevo acqua passata in termini di adozione.
Per rimanere nel paragone pensa a quanti usano le playlist spotify vs quanti usano aggregatori rss per i podcast.

@cirku17 Che siano adottati meno di piattaforme 'tutto pronto' è inevitabile ma quel che preme è che sian adottate a sufficienza perché restino facilmente accessibili, si continuino a realizzare software per gestirli ecc. @Antanicus

@Ca_Gi
Nota per me importante: i feed permettono dal noblogs al quotidiano di vedere tutti i contenuti con lo stesso formato (io uso feeder), oltre alla limitazione di banda trovo utile separarsi da elementi quali le dimensioni dei titoli, pubblicità e contenuti correlati, immagini e impaginazione appositamente studiati per indirizzare l'utenza verso certe chiavi di lettura precise.
@cirku17 @Antanicus

@UxFxTx Vero, e anche questo deriva dal concetto base dell'RSS: consegnare l'informazione così com'è, senza fronzoli @cirku17 @Antanicus

@Antanicus @Ca_Gi RSS/atom è una tecnologia semplicissima, ma anche importantissima. Per il momento mi sembra che tutti annuncino la sua caduta, ma personalmente, tutti i siti che mi interessano hanno il feed pubblico e vedo nuovi podcast nascere in continuazione. Inizio a pensare che siano fake news lanciate dalla concorrenza per convincere gli utenti che stanno utilizzando una tecnologia caduta in disuso in modo da convincerli a cadere nel loro walled garden. E poi c'è il discorso della pubblicità...

@elia Anche qui si può osservare in atto un meccanismo autoalimentante: pur usandolo ovunque, di RSS se ne parla talmente poco da renderlo un termine praticamente sconosciuto in ambito mainstream.
Di conseguenza diventa un qualcosa che si può dichiarare vecchio, superato e inutile -proprio perché non se ne parla-

Eppure si tratta di un open standard indispensabile per garantire una diffusione libera dei contenuti
@Antanicus

@Ca_Gi Spotify già diventa come le Facebook dei podcast. Qualche podcast sono ottenibile solo nel Spotify.

@herrmann Vero 😒.

Ma bisogna insistere e premiare i podcast che restano liberi!

Un'altra paura è che altre piattaforme si chiudano. Spreaker, ad esempio, non rende per niente facile ottenere il feed di un podcast.

@Ca_Gi Sì. Ed anche ci sono già più dipendenti nell'Apple a cercare i feeds dei podcasts, nonostante loro sono aperti.

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