Pinned toot

Il Gruppo Anarchico Chimera ha bisogno di una sede fisica che ancora non ha. A tale scopo verranno prossimamente aperte campagne di autofinanziamento di vario genere. Vi sarei estremamente grata se voleste contribuire se non con partecipazione diretta acquistando oggetti, almeno con la divulgazione.
Il primo toot è già online, l'ho rilanciato oggi. Seguiranno altre cose, con anche oggettistica realizzata da me (tutto diy, a volte un po' maldestro ma fatto con il cuore).
Grazie per l'attenzione :)

Sapevi che molti italiani attribuiscono la strage di piazza Fontana alle Brigate rosse? E che nel 2000 il consiglio regionale del Lazio deliberò contro i manuali di storia che, a suo dire, non parlavano del "sangue dei vinti"?

In questo lavoro cerco di descrivere il contesto nel quale si sono radicate informazioni distorte che riguardano la storia, tra produzioni mediatiche e dichiarazioni di politici.

Il pansismo, oltre Pansa.

Buona lettura

academia.edu/41614648/Michele_

In morte di restiamo tutti a mollo nella lunga endless fossa del pseudostorico.
Un alligatore di Nicoletta Bourbaki per smascellare le schiere di coccodrilli di oggi medium.com/@nicolettabourbaki/

Ciao a tutt*, sono migrato su questo nuovo account da @tafanato perché ho cambiato indirizzo mail

Il freddo, le stanze senza finestre, la continua richiesta di assistenza senza risposte. Il trattenimento che si prolunga anche oltre 9 mesi. In questo luogo abominevole che è il cpr è morto un giovane tunisino,  di quasi 34 anni. Morte naturale dice il medico legale. Come se fosse naturale lo stato di degrado di questi lager, come se fosse naturale la loro esistenza. lasciatecientrare.it/aymen-mor

Presentazione di “Una cosa oscura senza pregio” Edizioni Alegre.
MERCOLEDI 29 GENNAIO alle ore 21:00
Libreria Sabot c/o Spazio Comune TNT via Gallodoro 68/ter, Jesi
GIOVEDI' 30 GENNAIO alle ore 18:30
Libreria Colonna 130 c/o Spazio Grizzly viale Romagna 55, Fano

Ne parliamo con l'autore Andrea Olivieri.

Una cosa oscura senza pregio
barricatedicarta.noblogs.org/p

Non solo racconti.

Domani, su Fulmicotone:

«I mercati potrebbero crollare ancora? Le negoziazioni ad alta frequenza, i fallimenti del neoliberismo e l'umanità nova».

Come i principi neoliberisti sono stati incorporati negli algoritmi che operano sui mercati finanziari e come potrebbero condurre a nuovi crolli.

A domani.

fulmicotone.home.blog/

Non sono religioso ma ogni rivoluzione è ritratto di Lilith.

Pennelli elettrici su tela digitale.

Dalla serie "Al telefono".
Durata della chiamata: 22'
All'altro capo: Call Center Iren.
Cosa ho capito della chiamata: fornitura gas e corrente convenientissima. Come tutte le altre. Non ho accettato.

Titolo: Di guardia.
Biro su carta con vecchia macchia grigia di inchiostro bagnato.

Il sito yamunin.com è di nuovo on line ma non c'è più la possibilità di iscriversi nè di seguirlo. Nei prossimi giorni cercherò di capire come fare, altrimenti pace.

Lavorandoci su insieme a mia moglie Roberta, che è la geek in famiglia, mi sono reso conto di quanto sia importante avere una minima conoscenza del linguaggio html e saper lavorare sulla dashboard del sito. Altrimenti è facilissimo dipendere da ciò che è già pronto, senza sapere cos'è e come funziona.

E qui la parte più ipocrita: l'articolo dichiara esplicitamente che la Bolognina dovrà affrontare negli anni a venire un ''doppio esame'' consistente nel consolidare la sua anima multirazziale e non farsi gentrificare.
Insomma: il testo elogia i ''miracoli'' gentrificatori imposti dall'alto su città e quartiere, non spende una riga a raccontare la storia del quartiere stesso, promuove le attività che fungono da volano all'aumento dei prezzi che sta frantumando la comunità del quartiere scacciando in primo luogo le famiglie di origine straniera ma poi si addossa sulle spalle degli abitanti del quartiere la responsabilità di mantenerne la multiculturalità non opponendosi alla gentrificazione ma preferendogli una sorta di 'gentrificazione buona, non ''svilente''.
ilfattoquotidiano.it/2020/01/1

Genova è in un vortice di fumo e paura. Il corteo si è disperso in rigagnoli andando a sbattere contro le barriere, i manganelli, i proiettili e la propria impreparazione. In serata, su un giornale, l’immagine del ragazzo che è stato ucciso. Nell’articolo scrivono del pterodattilo tatuato.
Due universitarie di Lecce mi invitano a stare da loro per la notte per poi ripartire insieme l'indomani. Rientro nel dormitorio per recuperare lo zaino ma non lo trovo più. Solo il giorno dopo saprò della violenza delle forze dell’ordine nella scuola e dei 5 concittadini spariti. Delle atrocità e sevizie che subirono lo seppi molto dopo.
No, non credo negli angeli e chissà se sapremo mai fabbricare gli strumenti che ci mancano per costruire nuove realtà e nuove ali per vederne l’insieme dall’alto.

Zero. youtu.be/c27ehk0b580

tra 1…

Per molto meno: affinché si affacci la speranza di tutto questo. Dei lavoratori, intanto, informano il gruppo che un ragazzo è morto. Gli hanno sparato. Salvatore va via e lo incontrerò nuovamente solo a Taranto. Il giorno dopo, il corteo a cui partecipo è un’anfisbena enorme e meravigliosa. Avanza e si guarda le spalle. Ma è anche fragile, oscillante tra ira e pace,
e forse inutili distinguo. Dopo molti passi qualcosa cambia; qualcuno inizia a voltarsi e a correre. Alle spalle le nuvole dei lacrimogeni. Mi sento strattonare da un braccio e un colpo di manganello raggiunge la schiena. Mi volto di scatto e impugno la pietra che ho in tasca. Mi manca il coraggio per portare a termine il movimento e anche non riesco a individuare l’ipotetico bersaglio. Mi do alla fuga. Solo dopo penso che sono vestito di nero.

tra 2…

La sera, se da un lato mi consola con un po’ di cibo offerto da un anarchico, dall’altro mi turba. La polizia ci allontana, i quartieri ci separano gli uni dagli altri e tutta una serie di confini interiori ci lascia isolati. Mi domando cosa accadrebbe se quella rete alta, a maglie fitte, fosse abbattuta dai nostri pensieri. L’ho vista fuori mentre mi allontanavo dalla stazione, a fare da gabbia comoda e dorata per quelle bestie feroci che dal suo interno sequestrano il mondo, riversando la loro violenza al di qua della rete. L’ho vista fuori e chissà quante ce ne portiamo anche dentro. La sera incontro Salvatore, amico di Taranto. Si domanda perché è qui: per difendere un’idea ludica dell’abitare? Per annullare le differenze sociali e abbracciare le diversità? Perché il pianeta scampi al surriscaldamento?

tra 3…

Nel primissimo pomeriggio siamo in piazza Manin. Quelli vestiti di nero qualcuno li chiama Black Bloc, non conoscevo il termine. Mi dirigo verso un vecchio forno, dall’altra parte della piazza, insieme a una ragazza che cammina scalza con un sandalo in mano. Dice che l’altro l’ha perso. Cava una pietra dalla tasca e me la mostra: «Tieni,» mi dice «è per difendersi.» Ma a un certo punto il forno si fa più distante, ci ritroviamo a correre in direzioni opposte, braccia automatiche a coprire naso e bocca per il fumo dei lacrimogeni. Veniamo caricati senza nessuna ragione e non una ragione troveranno le forze dell’ordine; dell’ordine a cui obbediscono ciechi. Dell’ordine da eseguire. A loro basta quello. Riesco ad avvicinarmi nei pressi di Brignole. Un auto brucia solitaria.

tra 4…

Non credo negli angeli, ma nei cigni reali, nei verzellini, negli aironi; e credo nei pterodattili anche se non volano più.
Sono in licenza. Il comandante della motovedetta ha firmato il foglio di viaggio per Taranto ed è convinto che io abbia bisogno di una pausa. Qualche settimana prima avevo incendiato una porta della casermetta di Fano. È un venerdì, c’è il mare, ma non è lo Jonio. Mi trovo a Genova. Ho poco con me, uno zaino nero contenente una bottiglietta d’acqua, una maglietta nera e un paio di mutande. Spazzolino e lettore Cd. È il 20 Luglio del 2001 e le mie ossa si stanno ricomponendo dopo aver passato la notte disteso nel corridoio di un vagone. Mi aggrego ad alcuni compagni incontrati per caso, più attrezzati di me. Con occhi veloci e dita rapide percorriamo una cartina.

Ciao a tutt*, nuova iscritta su mastodon qui. Vediamo come va.

Amici amiche ho bisogno di tutti e tutte voi. Mi hanno convinto ad aprire un canale Telegram per Militanza Grafica, dove ci possiamo sentire e condividere le strisce e le vignette.

t.me/militanzagrafica

Spargete la voce.
Daje.
Prometto che sarà un canale Telegram pienissimo di e

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