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... ma quante belle storie...

Ugo Cornia, Favole da riformatorio

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"Forse nessun soggetto incarna più di Facebook l’espansionismo culturale e il neoliberismo USA. Li incarna nella loro sintesi più ingannevole e perniciosa, derivata da quella che già nel 1995 Richard Barbrook e Andy Cameron chiamarono «l’ideologia californiana»: «un bizzarro pateracchio di anarchismo hippie e liberismo economico gonfiato con un bel po’ di determinismo tecnologico»."

Ho finito adesso di leggere la prima parte del post di @Wu_Ming_Foundt sulla loro esplorazione della rete. Dà molti spunti per approfondire. A più livelli.

Interessante anche lo stile con il quale è scritto. Viene da pensare che è un peccato che Luca non sia più nel gruppo. Sarebbe stato interessante vedere le ibridazioni tra il dialetto bolognese e quello napoletano.

Leggetelo, perché ne vale davvero la pena.

wumingfoundation.com/giap/2019

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ha detto coso che dobbiamo dare la carta d'identità per stare sui social fosse la volta buona che ci cancelliamo e lasciamo soli sti sbirri a farsi i rasponi tra di loro

A cosa stai pensando mi ricorda feisbuk. È un grande NO!

Ciao Gino!
Stammi bene pure te.
E grazie per filovia.

@mezzogiorno

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Photo extraite du livre
"1968. De grands soirs en petits matins" de Ludivine Bantigny

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Piazze vivibili e vuote?
Piazze vissute e piene!

Contro la folle ordinanza di Nardella!

Ore 20: cena condivisa, porta quello che vuoi trovare.
Ore 21: assemblea, qual è la piazza che vogliamo?
Dalle 22: reading a microfono aperto e musica.

Venerdì 3 agosto
Piazza Santo Spirito

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Per esempio a me fanno schifo le battute sulle malattie, sul tso, su qualsiasi fragilità.
Non l'autoironia, parlo proprio di chi si sente argut* a farci le battute

Comunque ieri, all'entrata di un ospedale pubblico, c'era un cartellone pubblicitario immenso che reclamizzava una casa di cura convenzionata.

M'è presa un po' male.

Prima l'abituano all'aria condizionata, poi lo sbattono fuori al caldo cocente.
Chissà se ha l'acqua.
Mugola, pòro cane.

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Saremo costruttivi. Quindi, immaginando informale, primi punti ODG:
1) Contropotere Memetico
2) Gattini e lotta felpata
3) La moltitudine Lego nella costruzione di una alternativa politica
4) Autonomia contro i buongiornissimi
5) Centralismo federato o spontaneismo agropunk?
6) La disobbedienza non è più una virtù (rilettura di Don Milani)

... [aggiungete]

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Non è il caldo è proprio mancanza d'aria respirabile.

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Nel cinema italiano degli anni sessanta, a parte tutte le pippe che magari vi ha raccontato già qualche prof all'università, il cambiamento estetico passa per la politica degli sguardi. Nei film, lo sguardo è potere, chi guarda chi, chi viene solo guardato e perché. In particolare è interessante lo sguardo femminile, soprattutto quando si libera e guarda, agisce, invece di essere mero oggetto di desiderio.
film di oggi: La vita agra, C. Lizzani 1966 lo sguardo in macchina narrante

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