«Noi non dovremmo mai accettare il linguaggio dei nostri nemici».

Pier Paolo Pasolini, «Petrolio».

@leodurruti E' infatti singolare che in questo momento di "allarme" media e contenimento l'uso di un linguaggio psichiatrico e "mattofobico" stia trasversalmente insidiando tutti i discorsi sopra, sotto, a destra e a sinistra. Ma sul linguaggio "mattofobico" e stigmatizzante siamo veramente indietro. Qualcunx di noi sta sviluppando un ragionamento su questo. In questi giorni è veramente orribile e simbolicamente rilevante, socialmente, poliicamente, il linguaggio psichiatrico diffuso, riflettiamo.

@sophyl @leodurruti scusate se rompo ma quella x di "qualcunx" non sarebbe meglio sostituirla con "o/a" cioè qualcuno/a; non sarebbe piu italianico? :)

@Lesamaesta @sophyl @leodurruti

Si potrebbe usare lo scevà o schwa per reintrodurre il neutro inclusivo: qualcunə (pronuncia /e/)

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@retrorobobotnik89 @OigRoig @sophyl @leodurruti lo shevà non è prerogativa del dialetto napoletano, ricorre un po in tutti gli idiomi.

@Lesamaesta @retrorobobotnik89 @sophyl @leodurruti

Sì, ma il difetto della X è che non si sa come pronunciarla e introduce un divario tra scritto e orale, mentre una grammaticalizzazione del neutro inclusivo sarebbe una soluzione migliore...

@OigRoig @Lesamaesta @sophyl @leodurruti

Certo, ma dobbiamo fare i conti col fatto che noi abbiamo quei fonemi che si sono socialmente stratificati, sarebbe necessario, ma estremamente difficile, trovarne altri

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