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...non esiste la dignità nel lavoro e non è vero che il lavoro nobilita l'uomo e tanto meno rende liberi . L'intera favoletta che il lavoro sia una cosa di cui andare orgogliosi è una stronzata della società che ci vuole membri utili e produttivi[..].Il giorno che l'umanità si libererà del lavoro sarà la più grande rivoluzione dai tempi della scoperta del fuoco,un essere umano è importante per tutto meno che per il proprio mestiere. (cit.)

@Souvarine Retorica falsa e pericolosa. Il lavoro come strumento in mano ai capitalisti è dannoso e non nobilita (anzi deteriora) l'uomo.
Al contrario il lavoro in ambito collettivistico al fine del mutuo scambio di beni e servizi è alla base della libera convivenza umana, e senza non si potrebbe sostenere alcuna società sana e autonoma.
Tagliare con l'accetta invece che identificare il vero problema induce a ideologie e prassi controproducenti rispetto alla liberazione dell'uomo.

@Souvarine Conoscevo il primo articolo, mentre il secondo mi sembra abbia poco da dire.
In generale anche le valutazioni più utopistiche non si inseriscono nel contesto di azzeramento del lavoro in senso lato (praticamente impossibile imho) ma solo in un cambio di paradigma dall'impostazione capitalista e dalla retorica lavorista, con lo strumento ideale della piena automazione. Strumento che mi piace ma che ad oggi è solo materiale da meme.
Tutto ciò è compatibile col mio punto.

@Souvarine (P.S: Ma tu sei capace di elaborare un pensiero o copia-incolli solamente?)

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