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Sul fenomeno dei lavori di merda

di David Graeber

Nel 1930, John Maynard Keynes predisse che, entro la fine del secolo, la tecnologia sarebbe stata sufficientemente avanzata da consentire a paesi come la Gran Bretagna o gli Stati Uniti di raggiungere una settimana lavorativa di 15 ore. Ci sono tutte le ragioni per credere che avesse ragione. In termini tecnologici, ne siamo perfettamente capaci. Eppure non è successo. Invece, la tecnologia è stata utilizzata, semmai, per trovare modi per farci lavorare di più. Per raggiungere questo obiettivo, è stato necessario creare posti di lavoro effettivamente inutili. Enormi fasce di persone, in particolare in Europa e Nord America, trascorrono l’intera vita lavorativa svolgendo compiti che segretamente credono non sia realmente necessario che siano svolti.

dolceanarchia.wordpress.com/20

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un libro eccezionale, anche "debito" sempre di Graeber é stupendo, ma "bullshit jobs" ti lascia decisamente qualcosa dentro quando lo leggi.

@Souvarine l'obiettivo del lavoro è lavorare. Finché non capiamo questo continuiamo a non avere speranze.
David, we miss you so much.

@Souvarine in questo articolo secondo me non si centra il punto principale, lo si accenna di striscio, ovvero che il problema principlae é nel fatto che le aziende essendo verticiste, quando automatizzando la produzione e licenziano, i soldi che andavano ai vecchi dipendenti licenziati non vengono redistribuiti, ma portati ai piani alti. Le gerarchie non permettono quindi una redistribuzione del denaro. Di conseguenza le persone sono costrette ad inventarsi un qualsiasi lavoro per campare perché i flussi economici tanto non vengono redistribuiti. Quindi costretti perché necessitano di sghei, anche se ci sarebbero, ma finiscono tutti a pochi

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