Ricordate le navi e ?

Le navi della morte con cui lo squartatore di giornalisti trasporta per ammazzare quanti più bambini possibile in ?

Sì, quelle per cui i di hanno incrociato le braccia e si sono battuti per impedire che in quelle stive avvenisse il carico di morte, che per alcuni fa tanto "rinascimento".

Bene. Quegli stessi portuali, che sarebbero da annoverare fra "i giusti", ora sono sotto inchiesta e hanno subito una perquisizione della , sulla base di accuse pretestuose, perché non si può permettere ai lavoratori di decidere ciò che è giusto per gli esseri umani.

Vi invito a dare la massima solidarietà ai portuali genovesi e a diffondere questa notizia perché non se ne discuta solo nei tribunali.

citystrike.org/2021/03/21/calp

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Io credo (e credo anche tanti di voi) di saperne abbastanza della strage, dei 145 (uno ogni tre giorni) attentati fascisti avvenuti in Italia nel '69, della morte di Pinelli, etc., etc..

Eppure, nel leggere questo libro, ho imparato tanto altro, ma soprattutto ho scoperto che tanti, tantissimi, sapevano dell'attentato ancor prima che avvenisse.

In ogni pagina si racconta di qualcuno che parlò, che sapeva, che testimoniò; compaiono prove acquisite, documenti, fatti.
La verità era conosciuta prima, durante e dopo i fatti.

Quello che sappiamo è davvero poco rispetto a ciò che dovremmo conoscere.

Comprate il libro e, soprattutto, fatelo leggere ai giovani, che in questi anni sono stati scientemente tenuti all'oscuro.

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Nell'ottobre-novembre 1969 venne effettuata la prova pratica di collegamento dell'innesco a un timer "anche questa volta nell'ufficio del dr. Freda".

Queste, in sintesi, le parole Tullio Fabris, l'elettricista che assemblò il timer della bomba.

Questa frase l'ho estratta dal libro "La Strage Di Piazza Fontana" di Saverio Ferrari del "Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre".

Ferrari ha scritto questo libro con la filosofia del contabile che registra entrate e uscite in partita doppia.

Praticamente non ci sono commenti e giudizi, ma solo meticolosi estratti da documenti ufficiali e resoconti incontestati, trascritti uno sotto l'altro, con puntigliosa precisione.

Questa asetticità trasforma ogni paragrafo in una stilettata che ti lascia senza fiato.

Lo sapevamo, ma vale la pena ricordarlo:

Il finanziatore della del 1980 è Licio , volontario delle in , ladro dell'oro Yugoslavo, creatore della loggia massonica (quella del Berlusca), pluricondannto, etc..

Gli esecutori Mambro, Fioravanti, Ciavardini e altri singoli e gruppi criminali della destra neofascista.

Oggi ricomincia il processo a , non dimentichiamocene.

ilfattoquotidiano.it/in-edicol

Fumetto Negazionista.

A due passi da Piazza Maggiore c'è la Libreria Nanni, una delle più antiche librerie di Bologna.
Però da alcuni anni le sue vetrine sono costantemente gremite di memoriali di gerarchi nazisti, di opere di storici revisionisti, di apologie di Mussolini ed edizioni d’ispirazione nazista e fascista.

Ai clienti che in questi anni hanno protestato è sempre stato risposto che una libreria vende libri e che quelli sono appunto libri, ma la notevole quantità di editoria filofascista che viene esposta regolarmente indica ormai un’evidente presa di posizione politica e una forma dissimulata di propaganda.

Una libreria è sempre un luogo prezioso, tuttavia invitiamo tutte e tutti coloro che hanno a cuore la libertà e i buoni libri a non comprare più nulla dalla Libreria Nanni.

@diorama @OigRoig @Nausicaa @manto

Ci risiamo!

I fasci tentano nuovamente di spacciare a le loro menzogne e i depistaggi sulla del 1980.

Questo dovrebbe succedere il 17 settembre alla Sala dell'Angelo (sala comunale).

Invito tutti i bolognesi (ma anche non) a far circolare questa notizia e a contattare politici, giornalisti, gruppi, cittadini per obbligare Virginio Merola a revocare la concessione della sala.
Perché a Bologna, martoriata dai terroristi fascisti, non è tollerabile la propaganda di questi falsi storici e giudiziari di stampo piduista.



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«Salvo qualche mezzacoscienza, nessuno di noi si augura che la guerra finisca»

«Salvo qualche mezzacoscienza, nessuno di noi pensa che un trattato di pace ... possa esaurire il nostro compito qui»

Questo era Montanelli.

Lasciatela quella statua, ma non coperta di vernice, bensì coperta di merda.

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occorra cambiare metodo: parlare meno e attrezzarsi per la guerriglia.

L'analisi del nemico è indicativa:
«ad ogni modo il nostro disprezzo per gli abissini, come soldati, è grande. Come banditi»
«La nostra condotta verso queste popolazioni è straordinariamente blanda»

Poi comincia con il tipico dispregio razzista:
«Il soldato italiano, singolarmente preso, bene è che ecceda in dignità razziale»

«Non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità.»

«Coi negri non si fraternizza. Non si può, non si deve»

Infatti il rapporto con la ragazzina che aveva comprato era tutt'altro che fraterno.

«Niente indulgene, niente amorazzi»
Quindi la stuprava con indifferenza, o fors'anche odio.

«Il bianco comandi.»

Ma presto torna all'idozia guerrafondaia e assassina:

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Ho scoperto da poco un articolo schifoso, scritto dallo stupratore di dodicenni Indro , nel dicembre '35, per la rivista "Civiltà Fascista" (gennaio '36).

twitter.com/manolo_loop/status

Che l'eccellente giornalista dalla prosa fluente fosse anche un gran bugiardo già lo sapevamo (sono note le sue menzogne per nascondere i crimini italiani in Africa, compreso l'uso di gas, come l'Iprite), ma che fosse anche uno schifoso razzista non mi era così chiaro.

Anzi, per assurdo, il fatto che stuprasse una bambina abissina, faceva "quasi" pensare, che quell'etnia non lo spiacesse.

Invece, leggiamo le parole schifose che scrive e che definiscono nella sua nefandezza.

Comincia con una pagina di sproloquio guerrafondaio
«l'Italia, se vuole davvero essere, com'è, un Italia di soldati"

in cui spiega come come per vincere

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Su Google Maps (a seconda della scala utilizzata) compare già la didascalia Black Lives Matter Plaza, approssimativamente nel punto in cui è stata dipinta la grande scritta gialla sull'asfalto a Washington, sia in modalità mappa, che satellite.

Parlare ancora oggi di fascismo e antifascismo è importante per impedire che tornino al potere criminali sterminatori e terroristi come .

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