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Le sedicenti «inchieste storiche» di Pansa erano in realtà, in gran parte, opere di fiction. È stato dimostrato, più volte si sono sviscerate le tecniche e gli stratagemmi a cui Pansa ha fatto ricorso da «Il sangue dei vinti» in poi.

Lo ha fatto Ilenia Rossini nel suo «L’uso pubblico della Resistenza: il "caso Pansa" tra vecchie e nuove polemiche»
academia.edu/1720067/L_uso_pub

Lo ha fatto Gino Candreva nel suo «La storiografia à la carte di Giampaolo Pansa»
storieinmovimento.org/wp-conte

Lo hanno fatto molti altri, ma è servito a poco: Pansa se ne fregava e continuava a scodellare quasi-romanzi spacciati per tutt'altro.

Sapeva bene che nessuno «smontaggio» avrebbe raggiunto i suoi lettori.

Sapeva che ai suoi fan, molti dei quali tout court fascisti, della verità fattuale non è mai fottuto niente.

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