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Con le pericolose cazzate sul «Daspo per i social», il caposardino conferma per l'ennesima volta quanto scrivevamo su Giap poco tempo fa:

«Esiste una critica ai social elitaria, da scureggioni, tipica dei gatekeeper di una sedicente "sinistra" – su tutti, gli opinionisti fissi di Repubblica. Son quelli che disprezzano il popolo bue, fan le battutine contro il suffragio universale, elogiano acriticamente Burioni che «blasta» gli ignoranti, tifano per il principio d’autorità contro la libertà di parola e si atteggiano a proprietari dell’Illuminismo, ottenuto per usucapione.

Costoro criticano i social media in modo generico e superficiale, perché per loro il problema è uno solo: che permettono di esprimersi a troppa gente. “Problema” che si dovrebbe affrontare con più leggi, controlli, mordacchie, patentini ecc.»

@Wu_Ming_Foundt beh mi sembra abbastanza naturale che nella città in cui si è usato il DASPO per i senzatetto venga proposto il DASPO per i social... tra l'altro proponendo collegare univocamente identità social e identità reale. Non so se il loro modello è più Aitini o più la ministra Pisano.

@Wu_Ming_Foundt Forse commentare qualsiasi cavolata che spara il caposardino nei post non è una strategia comunicativa molto efficace.
Faccio notare che ha proposto per i social commerciali una cosa impossibile ( una forte moderazione sui contenuti) che è ciò che viene applicato dalle policy antifasciste-razziste-sessiste su alcune istanze tipo Bida.
Quindi capisco la vostra paura che alle prossime elezioni in emilia-romagna vinca il PD supportato dalle sardine, ma non ci si faccia prendere dall'isteria. Tranquilli vincerà la Lega e il nemico sarà finalmente e definitivamente "altro".

@kep @Wu_Ming_Foundt Scusa eh ma il tuo controesempio non c'entra proprio nulla: la moderazione sulle istanze Mastodon non viene effettuata da uno Stato, l* admin non hanno un monopolio sul social network (la barriera d'ingresso per farsi una istanza non è così alta), e soprattutto qui una persona può farsi tutti gli account che vuole

@Passiflora_Caerulea @Wu_Ming_Foundt Ovvio che non è uguale. Ma questa è una policy reale, esistente di una piccola istanza, quella è una cazzata che ha sparato uno che sta facendo campagna elettorale "pre-politica". Se la stessa cosa l'avesse detta Conte da presidente del consiglio, allora sarebbe stato un altro conto.
La cosa buona è che sta emergendo, in modo certo semplificatorio e ingenuo, il problema, qui condiviso, della tossicità dei social commerciali.
La soluzione a quel problema non potrà essere mai quella che propone il caposardino ma la decentralizzazione dei social network e dell'internet. Ma lui parla a persone che stanno su facebook perché le sardine sono nate su facebook. Ora, se uno ci crede veramente nel social federato, bisognerebbe provare a portare quelle sardine fuori dall'acquario ( di facebook e del PD).
Ho detto che attaccarli è un errore strategico. Io gli offrirei una istanza mastodon tutta per loro. Sono decine di migliaia.

@kep @Wu_Ming_Foundt Hmmm, si potrebbe provare sì.

Magari rispolvero il mio account e gli scrivo due righe

@kep è proprio il contrario, più a lungo rimarrà attivo quel frame retorico, più tardi si affronteranno i nodi reali della tossicità dei social commerciali, e cioè gamification della vita, data mining, controllo. Il presunto «odio» è un facie nemico retorico, ma è un epifenomeno, una conseguenza di come funzionano strutturalmente quei dispositivi. Funzionamento che questi discorsi lasciano intatto. @Passiflora_Caerulea

@kep
Sono nemici di classe, e di fatto lavorano per conto del governo, so io cosa gli offrirei.
@Passiflora_Caerulea @Wu_Ming_Foundt

@kep il lato elettorale della vicenda per noi è irrilevante. Ci interessa, da un lato, come una pseudo-critica ai social distoglie l'attenzione dai veri nodi che li riguardano, dall'altro lato, la tendenza a estendere in ogni ambito discorsivo il frame del «daspo», agitando idee senza parole – dunque siamo nella cultura di destra, anche quando chi parla è di "sinistra" – come «degrado» (per gli spazi urbani) e «odio» (per l'infosfera). Non conta che la proposta sia irrealizzabile: ogni volta si sposta il discorso una tacca più in là nel terreno securitario e del controllo.

@kep reagire limitandosi a dire che l'annuncio o la sparata di turno sono «cavolate» di cui non dovremmo occuparci equivale a disarmarsi di fronte a queste tendenze. Se avesse fatto così @vukbuk, ad esempio, non avrebbe sistematizzato la sua genealogia critica del «decoro». Ed è solo un esempio tra i moltissimi possibili.

@Wu_Ming_Foundt concordo

mi ricorda quando - sempre dal pd e dintorni, guarda caso - ci dicevano che "se contestate salvini(mmerda) gli date visibilità" salvo poi gridare al cattivo quando ormai era tardi

@kep @vukbuk

@Wu_Ming_Foundt @kep esattamente, quel termine "daspo" sta diventando sempre più comune e accettato, lo sdoganano sempre più mentre alcuni cerchiamo di far capire meglio alle altre persone quanto grave e pericoloso sia già il daspo urbano, di fatto una limitazione di libertà e repressione attuabili anche in circostanze di assoluta normalità. Per quanto riguarda che a proporre il daspo sui social sia la "sardina ricciuta" che è l'unica non muta, nessuna sorpresa, già ha sparato tante altre cazzate non compatibili con nessuna sinistra... a sinistra del PD.

@Wu_Ming_Foundt meanwhile, favorisco la mia carta d'identità elettronica ai brigadieri marattin e santori

@Wu_Ming_Foundt a parte i witz, santori ha proposto di attribuire alla polizia l'incarico di moderare i social network. dio porco, questa sarebbe la critica da sinistra al PD, che a sua volta sarebbe l'argine democratico al fascismo. questi sono sbirri fino al midollo.

@Wu_Ming_Foundt mica come voi, che avete schifato twitter per lo sfondo troppo zarista.

@Wu_Ming_Foundt Anche la critica superficiale sui social tramite i social fa parte del chiacchiericcio social che si critica. E anche la critica più seria, ma scevra di soluzioni utili non fa altro che ingrossare un discorso senza sbocchi.
Il daspo per i social è una cazzata e si allinea ai paragoni negativi fatti, ma senza uno sforzo attivo i temi rimangono irrisolti sotto il pelo dell'acqua. Ho l'impressione che, ad eccezione di realtà "disruptive" che sperimentano vere alternative (vd. ) il discorso sia capace solo di bocciare e mai di promuovere. Se un problema è reale non mi sembra sufficiente blastare un'idea senza avanzarne subito dopo un'altra.
Altrimenti si dovrebbe coerentemente accettare le soluzioni, sempre e comunque sbagliate, degli altri.

@cirku17 Il tuo commento si conclude con una fallacia logica e anche etica: se un'idea o un'intenzione è pericolosa, nessuna presunta «coerenza» obbliga a «fare un'altra proposta» oppure accettarla , tertium non datur. Se vuoi spaccarmi la testa, la mia «proposta» è , semplicemente, impedirtelo.
Detto questo, la nostra critica ai social ha eccome risvolti pratici e proposte di «soluzione» (o meglio, di percorsi da seguire). Ne stiamo parlando da oltre un mese, con chiunque ne abbia voglia, e di proposte concrete ne stiamo pensando svariate. Trovi tutto qui.
wumingfoundation.com/giap/2019

@Wu_Ming_Foundt Accettare o meno le soluzioni degli altri, per come lo intendevo, non era "tertium non datur"; ragionavo in termini di problemi/soluzioni, ma si può fare tutto. Semplicemente preferisco cercare soluzioni migliori di quelle attuali, se ci sono (ed è su questo "se ci sono" che casca l'asino).
Sono consapevole del vostro discorso, che sto leggendo, ma devo arrivare in fondo per capire se ci sono davvero percorsi da seguire o solo percorsi da evitare.

@cirku17 se eviti un percorso, ne fai per forza un altro. Noi, ad esempio, evitando di andare in tv, abbiamo seguito un percorso fatto di rapporto diretto con lettrici e lettori e costante attività on the road; evitando fin dall'inizio di usare Facebook, abbiamo investito sull'interazione tra Giap e Twitter; abbandonando Twitter, stiamo investendo su una riconfigurazione complessiva della nostra presenza in rete.

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