@agraestet allora ci vuole uno schiaffo al 2022 e una carezza al 2023 sperando vada meglio perché ormai non mi fido più, ecco.

invidious.snopyta.org/U56Ns66Q

...walkin' down tour street again
past your door, but you don't live there anymore.
It's year since you've been there,
But now you're disappeared somewhere
Like outer space

You've found some better place...

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Avrei dovuto crederci di più, davvero palesare questa storia in qualche modo, ma non ci sono riuscita... Qualcosa in me non si fidava, specialmente di fronte a quella refrattarietà a dire cosa pensasse di me. E di nuovo tutti i post su facebook che non ho visto perché lo apro davvero poco, che ho visto ieri sera e parlavano del suo disagio... Ma perché non a voce? Perché ero soltanto un oggetto, in realtà per lui.
E quindi, ancora una volta nella vita, non mi emancipo mai, non riuscirò a godere di me. Ormai sono solo un coccio rotto che può solo essere decifrato un domani per un pezzetto di storia, ma inutile anzitutto a se stessa.

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... di fronte alla mia preoccupazione "si fa solo per parlare". Invece no. Dal giorno dell'alluvione è sparito in privato per me, senza spiegazioni, solo in alcuni gruppi di amicizie in comune (sì, sono deficiente) e si è ripresentato, sempre via whatsapp, per dirmi che il padre sta in ospedale. Nessun accenno alla sua nuova storia, con me no, ma con gli altri sì, nella speranza che qualcuno me lo dica? A Natale ha sfoggiato il lato B della sua nuova fiamma su facebook e io sono stata contenta per lui perché finalmente ha un amore da mostrare. Lei è giovane, mamma di due figli... Praticamente con me ha fatto pratica. Si era trasferito in un paesello distante altri 30 km di curve per seguire il sogno del VF volontario, mi aveva dato le chiavi anche di questa casa, oltre ad avermi ridato la chiave dell'altra.

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E invece è tornato, approfittando del mio entusiasmo di neo mamma, cavalcando l'assenza di interesse che avevo nei confronti del mio corpo e della disperazione nell'aver cercato ancora e mai più trovato delle mani che mi facessero sentire così desiderata. Gli ho chiesto, ho implorato di non tornare, di non ricominciare perché da lì a un anno mi avrebbe nuovamente abbandonata perché la mia vita sarebbe stata ancora più complicata da lì in avanti per vedersi e perché non sarei riuscita a superare nuovamente un abbandono adesso che non mi sarei più potuta permettere di crollare emotivamente e psicologicamente. Testona e cogliona, sono ricascata nelle sue rassicurazioni, nelle sue braccia e adesso, dopo un anno sto esattamente come avevo previsto. Stavolta invece di un whatsapp, nulla, solo una "eh, mica posso sempre aspettare" e...

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Lo facevo clandestinamente, cercavo di uscire fuori ma qualcosa mi frenava. Il fatto di non sapere cosa sia la felicità non mi faceva comprendere bene cosa dovessi cercare, ma mi faceva rimanere con ciò che avevo, con chi avevo accanto da una vita, perché razionalmente, mi dicevo, dove vuoi andare da sola?
E infatti son finita col culo per terra una volta, mi sono rialzata. Qualcosa, la vita dicono, mi ha dato una meravigliosa opportunità per essere felice. Un bambino in affido, un piccolo sorrisone tanti grattacapi, tutta fossetta e 10 kg bagnato ancora dopo un anno. Un momento di unità e divisione della mia coppia che tuttavia ho accettato, convinta di aver seppellito nella mia mente un grande amore che non sarebbe più tornato.

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Sono stata male a dai 15 anni, niente di grave ma male abbastanza da non avere un'adolescenza in cui riguardarmi allo specchio mentre crescevo. Una giovinezza passata a vergognarmi della mia circolazione e delle mie giornate sul bagno con la preoccupazione di non riuscire a concludere niente nella vita. Che mi ha portato a vivere sospesa in dca infinito e senza autostima, cercando il meglio ma senza apprezzare ciò che avevo accanto. Quando mi sono "guarita" un pochino, mi sono svegliata avevo 36 anni, finalmente un lavoro dignitoso e volevo di più dal mio corpo. Ho dato retta a colui che se!brava aver templificato il mio corpo, che sembrava interessato a ciò che pensavo, con cui ho glorificato il letto che avevo sempre mortificato.

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Non dormo. Dormo solo nelle ultime due ore in cui dovrei alzarmi, sfinita dalla notte e dal pianto.
Non ho piacere nel mangiare.
Non riesco più ad amare.
Sono stata umiliata senza meritarlo, ho subito un abbandono, ho abbracciato un ritorno con la paura che non durasse... Ed è diventata una vigliacca certezza.
Sto male. Vorrei non vivere più, spegnermi. Non riesco a trovare motivazioni anche riguardandomi indietro.

Non ce la faccio più a soffrire così, oggi dovrebbe essere un buonissimo Natale ma ricevo aggiornamenti spacca cuore, sebbene siano futili e inutili, ma devastanti nel mio mondo.
Nel mondo in cui ho talmente tanto amato, da non mettere alcuno in competizione e da farmi passare sopra dalle esigenze di ciascuno. Ancora non riesco a non gioire delle loro gioie a scapito della mia fatica e soprattutto del mio dolore. Un dolore che deve per forza essere muto, silente, invisibile e impenetrabile perché non ho manco diritto di provarlo.
Soffro unicamente dei miei sbagli e del mio tanto amare che dannatamente non smette, nemmeno dopo tanta esperienza negative, nemmeno dopo inganni e umiliazione che non meritavo essendo stata dannata.
Non riesco più a sorridere, né ad avere un motivo per lottare, sebbene ve ne sia.

BuonNataleUnCazzo

C'è qualcuno che ha silenziato .uno?
A me già sa di "buongiornissimo caffè, come sono produttiv@ oggi".

Nel panorama musicale italiano anni novanta, all'assertività positivista di Ramazzotti ho ⁸ 88 il relativismo intimo di Raf.
entrambi, ma Raf con indubbia eleganza, capacità descrittiva e

Consigli lavorativi urgono 

Ditemi che cosa devo fare della mia vita lavorativa... fuggo o rimango? Sono un t.d. e 14 mensilità... l'alternativa è multinazionale.

Life is stuck, life sucks 

Non è facile scrivere un toot di senso compiuto e avere poco tempo a disposizione.

Tuttavia sono a dei cambi di lavoro e non so dove sbattere la testa. Voglio andare via da dove sto e allo stesso tempo so che dove lavoro e una opportunità ma non l'unica. Sto aspettando l'esito di un colloquio e ho in attesa una risposta.
Non so chi ascoltare, a chi dare retta e la mia voce interiore è muta.

#8. (qual è il tuo dolore preferito?)

"rallentare, cercare il vuoto, sottrarsi, dormire, spaesarsi: oggi sono atti rivoluzionari."

coltivareombre.noblogs.org/pos


se tutto va bene stasera aggiorniamo

se va cosi cosi sparira' la timeline autogestione

se tutto va male non ci vedremo piu'

partiamo verso le 23

bostare please
:antifa: :robot_3:

Stamattina ho usato un termine: mastodonsplaining su twitter. Me sa che non sono la prima, però sono anche stufa dei riferimenti circolari.
Io che sono stupida e scrivo qua come un diario adolescenziale mi bevo i contenuti degli altri cercando di elevarmi con la media certezza che chi scrive sa di cosa si parli e abbia verificato le fonti.
Tutto ciò è sideralmente distante da lo celletto dove chiunque apre bocca e dà fiato pretendendo di ignorare le fonti base di un discorso.
Temo seriamente che toccherà fare l'istanza dinamite bla.

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Un'istanza mastodon antifascista prevalentemente italofona con base a Bologna - Manifesto - Cosa non si può fare qui

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