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"Se soffri di diabete fin dalla tenera età, sei considerato un guerriero, ti guardano con tenerezza quando prendi la tua dose di insulina e trovi comprensione nel prossimo.

Se soffri di depressione fin dalla tenera età, sei considerato un debole, ti guardano con occhi sgomenti se assumi farmaci antidepressivi e trovi giudizio nel prossimo.

Chi soffre di un qualsiasi disagio psichico, infatti, spesso si sente “debole” e trova conferme nella società.

Lo stigma è un termine complesso che include problemi di conoscenza (ignoranza o mis-informazione), di attitudine (pregiudizio) e di comportamento (discriminazione).

Una persona che ha un dolore fisico non esita a contattare un medico; una persona che soffre di un disturbo mentale decide di ricorrere alle cure solo dopo diversi anni, precludendosi la possibilità di stare meglio."

@bluberrycookie

La zia di mia moglie negli anni '50 andò a lavorare in Svizzera e rimase sorpresa dalla quantità di giovani Dawn che vide.
Quando qualcuno le fece notare che la percentuale italiana era la stessa, ma che qui erano tenuti nascosti perché la disabilità era vista come "segno di peccato" da buona bigotta negò l'evidenza, dicendo che in Italia ce n'erano meno perché si pregava di più.
Viva la scienza.

@bluberrycookie @GustavinoBevilacqua Pensare che adesso invece ci sono moltissimi Down in Svizzera dato che ci sono moltissimi antiabortisti per motivi religiosi. La percentuale è quasi doppia rispetto all'Italia ... come cambiano i tempi e quanto è importante mantenersi aggiornati ....
Poco tempo fa su un lago in Svizzera c'era una coppia, abbastanza avanti con l'età, con 3 bambini Down, che tra l'altro trattavano non benissimo. Secondo me aspettavano che Dio gli mandasse il figlio sano.

@bluberrycookie

… il piano su cui poggia questa argomentazione comparativa è però l’eroicizzazione del trauma… fa venire in mente la moda attuale del ‘trauma hero’…

@OigRoig

Considerato che il trauma, qualsiasi esso sia, può portare con sé comportamenti autodistruttivi e pensieri suicidi si parla di "survivor" non a caso. Non si sta esagerando niente.

@OigRoig

Personalmente poi mi pare che la narrazione sociale sia quella: chi lotta contro una malattia fisica è un eroe, qualcuno da cui prendere esempio, qualcuno che non molla.

Chi lotta contro una malattia mentale o un disagio psicologico, invece, è "pazzo", "frignone", "debole", "dovrebbe vedere cos'è la sofferenza vera", "dovrebbe uscire di più", "dovrebbe faticare sul serio così non avrebbe tempo di pensare a queste sciocchezze".

Lo stigma è reale.

@bluberrycookie che poi la retorica che qualcuno è per forza "guerriero" perchè ha una malattia con cui convivere è già una cazzata di per sè, dato che non lascia altra scelta al malato se non quella di "essere forte", perlomeno nelle apparenze, anche se avesse dei momenti in cui si sente di non farcela più

Sanità mentale/fisica 

Sanità mentale/fisica 

@bluberrycookie

Sì, mi esprimo sempre in modo telegrafico e incomprensibile… Volevo dire che rovesciare gli stereotipi non significa metterli davvero in discussione, anzi… Perché stare dentro l’attuale circolo vizioso o cortocircuito *eroicizzazione-vittimismo* quando si può porre il problema in termini orizzontali di ascolto rispetto e solidarietà fra diversi…? perché accogliere la categoria di *survivor* che ha origine militare come tante altre che infestano il discorso pubblico (guerriero, eroe, ecc.)? Non è un’obiezione, è una riflessione…

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