Il proposito del nuovo anno: fare a meno di google
Dopo aver perso anni di interessantissime informazioni non essendomi mai iscritto a facebook, e dopo essermi trovato fuori dal mondo non avendo mai installato whatsapp, è giunto il momento di compiere questo importante passo rivoluzionario.

Sicché, c'era da aspettarselo, il percorso di necessita di frugarsi in tasca. Spiccioli certo, in cambio di discorsi etici e nessun popup pubblicitario.
Ma ora anche per sbloccare il bootloader di un telefono c'è stato da pagare.

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Da buon proletario postmoderno non ho mai comprato un telefono. Solo eredità o salvataggi dalla discarica.
Trovandomi con uno Huawei, per sbloccare il bootloader nessuno al mondo incredibilmente ha trovato un metodo umano (o non sono bravo io a cercare) se non con un bruteforce su 16 cifre.
Altrimenti servizi a pagamento più o meno sospetti e più o meno costosi.
Ma ho trovato un certo servizio dc-unlocker per quattro euro e ho usato quello. Al limite mi avranno clonato il telefono. ¯\_(ツ)_/¯

Ma insomma. Trovarsi con senza servizi google, senza nemmeno opengapps o microg è una nerdica soddisfazione.
Al posto del playstore usiamo e sembra un po' di essere su Linux nel 1999
Le mappe di ti fanno passare per i sensi unici.
E le app della scuola, del'otp, per la banca, e tutto il resto ovviamente non ci sono. Se ne farà a meno, non che prima usassi chi sa quali applicazioni. Ma poi, chi se ne frega. Da buoni esseri umani, ci si adatta.

@case e' un po' come essere vegani, son scelte che hanno delle conseguenze... per lo piu' positive!
se pero' ti serve qualche app di cui non puoi per vari motivi fare a meno, puoi installarla (se si trova sul sito del produttore...) tramite apk.
Io ho dovuto mettere whatsapp in questo modo.

@trofio aaaaaaaaaarrrrrrh
Wazzapp noooo
A parte ciò.
L'apk a diritto lo forniscono in pochi.
Su F-droid c'è però un'app che si chiama aurora store, e che si collega al playstore senza che tu debba usare un account e hai a disposizione quello che è sul playstore.
Alcune app non vanno comunque, perché hanno bisogno del framework (o come si chiama) di google play.

1/2

@trofio Usare certe app lo impone la necessità. Cazzo. Per dire, alcune entità, per l'autenticazione a due fattori, stanno iniziando a non usare più il semplice sms, ma richiedono un'app per mandarti il codice otp.

È in qualche modo, filosoficamente, forse, come la pirateria informatica. L'app non è su playstore e allora uso metodi artificiosi per averla comunque. Office è a pagamento, e scarico da bit torrent una versione craccata (ok non è esattamente la stessa cosa). No! Userò qualcos'altro. O faccio senza.
O uso linux, ma da qualche parte c'è sempre un windows. Perché cazzo.

Perché questa comodità del play store, e tutto lo trovi lì e solo lì, è sempre nella sfera del predominio che hanno questi grossi colossi dell'era moderna.

E infine, penso, ci sono scelte radicali per cui c'è chi può permettersele e chi no.

2/2

@case mi chidevo: dopo aver degoglizzato l'impossibile ed esser passato a lineageos/e o altro ma non riuscendo proprio a rimpiazzare alcune app - in che misura utilizzare una sandobox in cui lanciare le suddette app apporterebbe dei benefici (a livello di privacy)? sarebbe utile? limiterebbe l'accesso dell'app in questione alla rubrica, posizione e altre cose di cui (magari) non necessita?

@kag_n4o non ne ho idea. Però LineageOS permette di negare l'uso di alcune cose alle app.

Fra parentesi il mio problema non è la privacy. Non so cosa sia la privacy. Il problema che vedo io è il tracciamento, la profilazione e soprattutto il potere in mano a pochi giganti.

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