E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.
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Testoni Costantino. Operaio meccanico. Militò nel btg Monaldo della 63ª brg Bolero Garibaldi con funzione di comandante di compagnia e operò a Zola Predosa. Fu arrestato a Bologna lʼ1/10/43 e restò a S. Giovanni in Monte (BO) sino al 29/1/44. Fece parte del gruppo di 20 partigiani che avevano deciso di scendere a Bologna, per prendere parte a quella che si riteneva lʼimminente insurrezione. La sera del 29/10, il gruppo fu circondato da forti contingenti di SS e paracadutisti tedeschi, avvertiti da una spia. Senza alcuna speranza di salvezza, i partigiani resistettero per tutta la mattina del 30/10/1944 sparando sino allʼultimo colpo. Cadde a 21 anni con gli altri 19 compagni con le armi in pugno.

del
Sibani Pietro «Livio» anni 33. Manovale. Iscritto al e attivista della Lega edili. Ricercato dai carabinieri, per avere partecipato a uno scontro con i a Riola di Vergato, fu ferito da un colpo dʼarma da fuoco durante lʼarresto a Vimignano (Grizzana). Morì il 28/11/1921 allʼospedale di Vergato.

Nasce il 23 gennaio 1924 Chierici Giorgio. Fornaio. Militò nel btg Pasquali della 4.a brg Venturoli Garibaldi a Budrio. Venne fucilato a 20 anni a Lugo (RA) il 30/11/1944.

Billi Leo anni 22. Militò nel btg Rocco Marabini della brg SAP Imola. Fu ucciso nel corso di un rastrellamento il 23/1/1945 a Imola.

Benati Efrem «Gianni» anni 18. Studente. Militò nel btg Tarzan della 7a brg GAP Gianni Garibaldi ed operò ad Anzola Emilia. Venne fucilato a Sabbiuno di Paderno (Bologna) il 23/12/1944.

del
Sacchetti Rocco anni 53. Operaio. Iscritto al . La sera del 17/1/1922, mentre si trovava in una
osteria a Galliera, insieme al compagno di partito Luigi Cantelli, venne a diverbio con alcuni .
Allʼuscita dal locale i due ebbero un nuovo diverbio con i fascisti, i quali li rincorsero lungo la strada. La
mattina dopo, furono trovati morti nei pressi dell’abitazione del Sacchetti.

Il 23 gennaio viene eseguita la condanna a morte per fucilazione di 11 precedentemente arrestati in diverse occasioni per delazioni o per rastrellamento. La sentenza era stata emessa il giorno precedente dal Tribunale Contro la Guerriglia, alcuni avevano chiesto la grazia che venne respinta.

Le vittime, fucilate da un plotone della , sono Luigi Savergnini, Orazio Barbero, Bruno Cibrario, Dino Del Col, Amerigo Duò, Pietro Ferreira, Enrico Martino, Ulisse Mesi, Luigi Migliavacca, Giovanni Moncalero e Giovanni Battista Zumaglino.

Il 21 gennaio 1929 nasce Cantelli Idalgo. Barbiere. Militò nel btg Gotti della 4ª brg Venturoli Garibaldi e operò a Malalbergo. Il 17.9.1944 a Massummatico (S. Pietro in Casale), dove era stata trasferita la sede comunale, si svolse unʼimponente manifestazione per la pace organizzata dal CLN locale e dai GDD. Al termine fu fermato dai fascisti, trasportato nella Valle delle Tombe a Maccaretolo e fucilato con
Dino Mazzucchelli, Omar Nanni, Giuseppe Setti e Gianfranco Versura. Aveva 15 anni.

del
Rossetti Alberto anni 33. Calzolaio. Iscritto al . La sera del 12/2/22 si trovava in unʼosteria a Monghidoro, intento a giocare a carte, quando alcuni – guidati da Athos Grilli, segretario del fascio locale – spararono nel locale attraverso le finestre. Restò gravemente ferito e morì il 14/2/1922 allʼospedale Maggiore di Bologna.

del
Roveri Eligio anni 24. Operaio calzolaio. Dirigente della FGCI bolognese dal 1922 al 1926, venne più volte aggredito e percosso dai fascisti. Il 5/8/21 fu arrestato e incarcerato per 9 mesi. Nella notte dal 20 al 21/1/27 partecipò con molti altri suo i compagni ad unʼampia diffusione clandestina di manifesti inneggianti a Lenin per celebrare lʼanniversario della fondazione del PCdʼI. Venne arrestato allʼindomani con molti altri. Per lunghi mesi continuarono gli interrogatori dei sospettati, interrogatori accompagnati da percosse ed altro. Dopo avere subito torture e sevizie venne trasportato in fin di vita allʼospedale Maggiore di Bologna dove morì il 12/7/1928. Nella sentenza di rinvio a giudizio al Tribunale speciale
dei giovani incarcerati; il suo nome apparve come quello di un imputato deceduto.

20 gennaio 1945 vengono fucilati cinque partigiani a Vigatto (PR)
Sono prelevati dalle carceri parmensi cinque partigiani. I prigionieri erano stati catturati in precedenti rastrellamenti effettuati nell'appennino all'inizio del mese. Non erano partigiani della stessa brigata, appartenevano a diverse formazioni 31a Garibaldi “Forni”, 1a Julia e al Comando Divisione “Val Ceno”. Non si conosce il motivo della fucilazione si suppone la risposta tedesca ad un attacco ad un militare. La mattina del 20 gennaio le vittime sono fucilate e i loro corpi abbandonati a Vigatto in via Martinella. Come al vigeva allora, i corpi dei fucilati furono esposti per diverso tempo come monito alla popolazione.

Le vittime

Carlo Sozzi anni 37
Antonio Pini anni 33
Attilio Maraschini anni 30
Oreste Grassi anni 25
Remo Balboni anni 23

del

Romani Guido. Operaio. Lʼ11/11/31 fu arrestato con Gino Solmi e Angiolino Stanzani, per avere dipinto alcuni stemmi con la falce e il martello e scritto «W il Comunismo e Morte al Fascismo» sui muri del mattatoio di Budrio. Per le percosse e le torture subite nel carcere di Bologna decedette il 14/11/1931. La questura di Bologna tentò di accreditare la versione del suicidio.

Nasce il 1928 Vitali Elio. Pastore. Militò nella 7ª brg Modena della div Armando con funzione di ispettore organizzativo di btg. Fu ucciso dalle tedesche, nel corso dellʼeccidio di Cà Berna (Lizzano in Belvedere) il 27/9/1944 con altre 29 persone tra le quali i fratelli Giorgio, Italia e Laura.

Primaveri Walter, “Stortellina” anni 23. Operaio tornitore. Militò nella brg Folloni della div Modena Montagna e operò sullʼAppennino tosco-emiliano. Cadde il 1945, durante unʼazione di pattuglia a Oreglia (Vergato).

Nasce il 1917 Osti Sergio. Tipografo. Militò nella brg Berto della 3ª div Garibaldi Cichero e operò in provincia di Piacenza. Cadde in combattimento a Bobbio (PC) il 16/3/1945.

Mencherini Ugo. Laureato in Ingegneria. Ispettore delle FS. Militò nellʼ8a brg Masia GL e operò a Bologna. Nella sua qualità di ispettore capo, dispose che gli impianti della stazione centrale di Bologna venissero inutilizzati prima dellʼarrivo dei tedeschi. Arrestato per sabotaggio e rinchiuso in S. Giovanni in Monte (Bologna), venne consegnato alle e nellʼaprile 1944 deportato prima a Bolzano e poi a (Austria). Il 1945 morì nel campo di

Nasce il 1922 Ugolini Nino. Perito industriale. Prese parte alla lotta di liberazione a Roma e militò nel Fronte militare. Venne ucciso dai alle il 24/3/1944.

Nasce il 1869 Sermasi Domenico, «Gino». Colono. Militò nella 62ª brg Camicie rosse Garibaldi. Venne fucilato dai tedeschi a Gesso (Casalfiumanese) il 7/10/1944.

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