L'Italia ha un problema di gestione del concetto di “salute mentale” che parte dalla lingua. Quello che in inglese è “mental health issue” cioè un problema di salute mentale da noi è “malato di mente”, evocando camicie di forza.
Questo induce a imporre uno stigma verso chi ha problemi di natura psicologica, come l'idea che una persona “privilegiata” debba accettare in silenzio di subire abusi e violenza psicologica perché “vada a zappare poi ne parliamo”.
E' successo con la Pellegrini, con Megan Markle che "sapeva in che famiglia andava", con la Biles che ha “i demoni nella testa” scritto così perchè appaia posseduta
Ma se non si superano questi atteggiamenti verso persone oggettivamente privilegiate difficilmente sarà possibile fare ragionamenti compiuti sulla gente “normale” costretta a vivere in solitudine il proprio disagio.

@unknow la cultura italiana è in mano a crudeli e vigliacchi che insegnano generazione dopo generazione ad essere crudeli e vigliacchi, ed è facile che nel mio cuore pensare a ‘sta menata come a una causa persa

@millenomi @unknow che poi a parlare di "demoni in testa" quando si tratta di una persona di colore, all'italiano medio gli viene in mente il voodoo e cose simili. annamo bene propio bene

@gattamelata @millenomi @unknow non so quale sia la dichiarazione originale in inglese ma l'uso della parola "demons" è molto comune, specialmente negli USA ed è di difficile traduzione, certamente il nostro "demoni" suggerisce altre cose ma insomma volevo segnalare che l'originale è usato comunemente per dire l'equivalente del nostro "paturnie"

@ciccillo Le frasi della Biles sono queste

scroll.in/field/1001279/dont-t

lei dice "Once I step up onto the mat it’s just me and my head, dealing with the demons in my head.", diciamo che quella uscita sui giornali italiani è una traduzione molto molto libera che taglia via il contesto in cui il problema avviene ("once I step up onto the mat") facendola passare per una che ha bisogno dell'esorcista.

@gattamelata @millenomi

@unknow @gattamelata @millenomi credo che un po’ abbia a che fare con la tendenza tutta americana, pragmatica e determinista, a concepire le sofferenze interiori, “inner demons” appunto, come un qualcosa di estraneo che ci invade senza un perché, dunque che può essere curato solamente con abbondanti psicofarmaci e mai invece mettendo in discussione la propria vita o, peggio ancora, il mondo che ci circonda e che è causa spesso della sofferenza stessa

@ciccillo @unknow @gattamelata 'demons in my head' è una frase fatta comune che tradotta letteralmente in italiano non è una frase fatta comune. Farlo è atto grave e, come delineate sopra, razzista.

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@millenomi @ciccillo @unknow a dir la verità non sapevo che erano parole sue, però avete perfettamente ragione che la metafora dei demoni in italiano non funziona e fa pensare a possessioni demoniache.
perciò dobbiamo ringraziare la traduzione letterale e pigra, ma d'altra parte non c'è da aspettarsi molto da titolisti che se ne escono con roba del tipo "La famiglia Totti in vacanza, la foto è irresistibile"

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