Sì, insisto sempre sugli stessi argomenti, perché la lotta passa anche attraverso queste cose, non solo sul campo politico

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@bluberrycookie
Non c'è tema più politico di quello del benessere psicologico, perché è legato a tutto, per esempio alle condizioni economiche e lavorative, alla cultura meritocratica competitiva ecc., ai tagli enormi alla sanità... a tutto, compresa la storia famigliare di ciascun*, ma è solo un tassello e anche quello molto politico: se fosse semplice staccarsi dalla famiglia si starebbe meglio, sarebbe più semplice lavorare su sé stessi magari con l'aiuto di qualcuno; se le figure di attaccamento avessero più tempo per sé e per i figli piccoli magari le storie famigliari sarebbero meno difficili di come spesso sono... insomma davvero quello del benessere psicologico mi sembra il tema più politico che c'è, invece spesso viene schiacciato sulle sole dinamiche famigliari, come se fossero avulse dal resto.

@bluberrycookie e non c'è sistema più schizofrenico di quello della cura mentale: trecento scuole diverse, trecento diagnosi diverse, trecento approcci terapeutici diversi contraddittori tra loro, e su tutto, per la stragrande maggioranza: valanghe di psicofarmaci e via andare.

"se fosse semplice staccarsi dalla famiglia si starebbe meglio" questo sicuramente

@bluberrycookie @giarminio

@aaronwinstonsmith @giarminio

Dalla famiglia sei stato cresciuto, se hai avuto "danni" affettivi durante l'età dello sviluppo le conseguenze sono là.

Allontanarsi dopo ok, ma pure lavorare su se stessi, comunque.

@aaronwinstonsmith @giarminio

Esatto... Poi è chiaro che maturare un pensiero critico fuori dal contesto famigliare (e dalle sue storture) è fondamentale per fiorire

@bluberrycookie si, stavo rivalutando un po' quello che avevo scritto e sono d'accordo che da piccoli siamo spugne e dunque le dinamiche relazionali iniziali della nostra vita sono le più importanti e ti posson segnare a lungo, più di altre. detto questo resta tutto il resto, a partire dal fatto che le cure pubbliche non ce la stan facendo più, il ricorso agli psicofarmaci è abnorme, per i più che son costretti ad affidarsi al pubblico davvero la cura è quasi esclusivamente sintomatica, ti piallo le emozioni e i pensieri e bom, siamo a posto. e alla fine il parametro della salute preso da quasi tutti i terapeuti è la produttività, non il benessere psicologico in sé, e se non ce la fai proprio, 300 euro al mese di invalidità...
@aaronwinstonsmith

@bluberrycookie
...in lapponia va già meglio - stateofmind.it/2015/06/psichia - ma già solo per avere una cosa così socialdemocratica, riadattata qui, mi sa proprio che dovremmo fare la rivoluzione.
@aaronwinstonsmith

@giarminio @aaronwinstonsmith

Boh io conosco un tot di persone che vanno in terapia a parte me e non ho mai sentito parlare di produttività. La mia parla di "possibilità e capacità di fare quello che vuoi e diventare quello che vuoi".

Forse dipende dalla scuola di pensiero?

@bluberrycookie
la "possibilità e capacità di fare quello che vuoi e diventare quello che vuoi" è materialmente negata alla stragrande maggioranza delle persone, come anche una psicoterapia "abbastanza buona" - scuola e sanità devastate.
@aaronwinstonsmith

@giarminio @aaronwinstonsmith

E che ti posso fa'? Lei parla di potenziale, non di mezzi. Che la società faccia schifo non ci piove. Abbiamo soluzioni immediate? Secondo me no.

mi intrometto brevemente perchè la capacità di "diventare quello che vuoi" mi richiama un saggio che ho letto da poco in cui si sostiene che queste idee affondino le loro radici nei miti di virilità fin dall'età classica, idee che hanno ripreso forza in epoca positivista e moderna e che poi già col romanticismo e in età contemporanea sono state sconfessate dai fatti.
@bluberrycookie @giarminio

@aaronwinstonsmith @giarminio

Quanto siete pesanti, santa pace. La mia terapeuta intende che la mia guarigione e fioritura sarà eventualmente utile per sbloccarmi e fare quel che voglio e posso, senza mettermi da parte, senza calpestare i miei bisogni, senza accontentarmi o scegliere con condizionamenti interiori.

@giarminio

Mi pare onestamente che l'argomento venga toccato poco o per niente, in questi spazi. Il contesto dei disturbi è sicuramente legato a famiglia, società e cultura. Il punto è spiegarlo (oltre ai professionisti che non sanno fare il proprio mestiere) a chi continua a parlare di psicologia come se fosse fuffa new age, roba trascurabile per concentrarsi su "cose concrete". Come se la testa non lo fosse, concreta.

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