Roberto Amori, PD, è una voce costante a favore dei progetti di mobilità proposti dal Comune di Bologna. È anche operatore nell'ambito dei servizi sociali alla persona. Di seguito la sua idea di tutela dei Prati di Caprara e la proposta, condivisa da molti esponenti del PD cittadino, per risolvere "il problema Rom".
"(Nei) Prati di Caprara (...) dopo una bonifica assolutamente necessaria (...) verranno realizzate all'interno la fermata del treno elettrico Sfm, viali con panchine ed illuminazione (...). Siamo più volte andati dentro i Prati dove vivono, se così si può dire, abusivamente un numero consistente di persone senza regole, fra cui donne e minori (...) Trovo giusto e particolarmente sensato restituire alla cittadinanza un'area verde (...), liberarla finalmente dalla situazione attuale che non è più accettabile."

Dall'articolo sul Manifesto di Giovanni Stinco la fotografia del parterre che è intervenuto a sostegno della lista Emilia-Romagna Coraggiosa, collegata al PD. Fra questi un giovane esponente di Fridays For Future di Ferrara. Nessuno ha smentito ufficialmente l'appoggio, nonostante la nostra richiesta di chiarimenti. Chi ci conosce sa che siamo dei rompimaroni, ma ci piacciamo così.

e la situazione sempre più diffusa dei senza dimora. E la "rigenerazione" degli edifici pubblici rimane per ora lettera morta.

Che cos'è lo scappismo? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione.

L'arte poverissima, irregolare e molto brut degli scappisti fatta per le manifestazioni.

I Prati di Caprara Est, realizzati a memoria e in velocità. Foto del cartello lasciato appeso al Deposito Ferrarese durante la biciclettata dell'XM24

A le porte escludono le periferie dal centro, riservato al turismo con la parola d'ordine "decoro". I suonatori in piazza diventano "buskers" selezionati come in un "talent show". Chi era senza dimora diventa romantico clochard, testimone per i visitatori delle bellezze di una città che ha visto fino a ieri dal ciglio della strada. Tutto è immagine. E intanto le ruspe spianano scientificamente ogni iniziativa autonoma dalla città, riservando spazi solo a chi ha il marchio istituzionale. E se stanno cambiando i connotati della bolognina a suon di mattonate, nel quadrante ovest un quartiere rimasto ancora operaio e multietnico soffre di mancanza d'aria. Un'operazione speculativa vuole rimuovere chirurgicamente un polmone verde di 27 ettari per costruire palazzi. Esiste una petizione chng.it/MTZHK8Qjfs Diffondetela

CULTURA E COLTURA
SCAPPA si interessa di beni comuni, quindi prende posizione anche sulla cultura in città e su chi la amministra. Cosa c'è di più botanico di 27 ettari di bosco in città? Perché non destinare una struttura metallica affascinante, scheletro di un ex capannone militare all'interno dei , a luogo per spettacoli all'aperto? Sminiamo l'idea che la cultura sia solo quella che reca il marchio del Comune. Andiamo oltre i divertimenti estivi e pretendiamo una proposta culturale che non segua la logica del pane ("food") e dei giochi circensi ("eventi"). Facciamo tornare laboratorio di sperimentazioni che possano nascere da chiunque.

Vi piace il nostro striscione contro il comizio padano? 😂 Ci vediamo a Porta Lame in bici?

Ultima tappa a TPER. Unitevi a SCAPPA per vivere un bosco di 27 ettari in prima persona perché È GIÀ NOSTRO! grupposcappa@gmail.com (in attesa di un host meno commerciale e più autonomo) @xm24

La progressista Bologna sta sottraendo aria ai suoi stessi cittadini pianificando la distruzione di boschi urbani e demolendo o negando i luoghi dedicati a una collettività libera da ogni contratto, compromesso, patto con l'istituzione. Per questo abbiamo scelto di essere solidali con quanti la pensano "naturalmente" come noi. In questo percorso finora abbiamo incontrato in riunione @xm24 , Extinction Rebellion Bologna, @cameredaria , il b.u.c.o. Mobastacemento -Comitato Salvaguardia Modena, No street/ever green, StaMurga - Ottimista e Antifascista, gli amici di Ozzano. E poi abbiamo conosciuto il coordinamento BDS Bologna. Ci siamo riuniti sotto gli ideali antifascisti, antirazzisti, antisessisti, antispecisti. E necessariamente ambientalisti. Invitiamo a unirsi quanti si riconoscano in un'identità contraria ai compromessi.

Ci si trova a un punto in cui, guardandosi attorno, si capisce che aria tira. Parti dal chiedere alle istituzioni di risparmiare un bosco dagli appetiti politico-affaristici e finisci per approfondire il tema. E scopri incongruenze, contraddizioni, accordi che gettano una luce completamente diversa riguardo a quella che viene considerata, grazie a un marketing basato sulla retorica e piccoli giochi di prestigio, la migliore amministrazione d'Italia: quella del Comune di Bologna. Ti accorgi che attorno a te si manifestano le tue stesse esigenze, legittime richieste di spazi. Spazi per socializzare, spazi verdi, spazi per fare cultura. Non sedi, non luoghi permanenti, ma posti dove sia reso possibile alla cittadinanza riunirsi per discutere, ragionare, creare in autonomia rispetto alla sempre maggiore invadenza istituzionale.

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