«Vuoi fumare?».
«Se me ne offri una, fratello».
«Ti ho già detto di non chiamarmi fratello».
Accesi due sigarette e gliene passai una da sotto la porta.
«Grazie, fratello».
Mi venne da ridere.
«Va bene, fratello. Tieni». Infilai la bottiglia nella fessura tra la porta e il terreno. «Bevine un po', ma non tutto».
«Grazie, fratello. Però io non bevo».
«E si può sapere perché, fratello?».
«Perché sono evangelico, fratello».
«Vaffanculo!».

Da «Incontro d'amore in un paese in guerra» di Luis Sepúlveda.

[nuovo post]

«La Croce Rossa non si schiera mai».
Un estratto dal libro «Trieste. Un romanzo documentario» di Daša Drndić.

acqueagitate.home.blog/2020/06

La migliore descrizione della fondazione del fascismo che abbia mai letto. La si trova in «Morte a Roma» di Robert Katz, trad. Enrica Labò (Editori Riuniti, 1968):

«Quel giorno del 1919 [il 23 marzo], Mussolini, con niente di preciso in mente, si era incontrato con circa 150 dei suoi amici nella piazza San Sepolcro a Milano e con essi, a pomeriggio inoltrato, aveva fondato il movimento fascista».

«Con niente di preciso in mente». Perfetto :0080:

«Il buon senso e le norme in vigore nel mondo in cui viviamo non sono le stesse dappertutto… Prova a pensarci, non ti fa sentire meglio?».

Da una bella citazione del libro «Red Girls» di Sakuraba Kazuki che trovate su blockmianotes.com/2020/05/25/r di @topofila

Pagine tratte da «La notte» di Elie Wiesel: rivolta e liberazione a Buchenwald, 11 aprile 1945.

«Oggi sappiamo che la strategia del "salvare il possibile", per quanto potesse essere razionale, non aiutò le vittime. Ma a ben guardare essa non era una strategia delle vittime. Era un'appendice, un'estensione della strategia di distruzione elaborata e gestita da forze votate all'annientamento. [...] la razionalità dei dominati è sempre un'arma dei dominatori».

Zygmunt Bauman, Modernità e Olocausto

- Conversazioni d'autore: Alessandro Barbero dialoga con l'editore Giuseppe Laterza

youtu.be/tj-O3lzqTYM

«Nel migliore dei casi, il culto della razionalità, istituzionalizzato nella scienza moderna, si dimostrò incapace di impedire allo stato di trasformarsi in un'organizzazione criminale; nel peggiore dei casi, si dimostrò strumentale al compimento di tale trasformazione».

Zygmunt Bauman, «Modernità e Olocausto».

«Noi non dovremmo mai accettare il linguaggio dei nostri nemici».

Pier Paolo Pasolini, «Petrolio».

Razionalità strumentale e cultura burocratica, pagina tratta da «Modernità e Olocausto» di Zygmunt Bauman.

L'esergo de «I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-1945» di Simon Levis Sullam

Il primo progetto di lettura-studio (e visioni) del 2020 è iniziato. Parto con Seconda guerra mondiale, fascismo, nazismo, sterminio degli ebrei e Resistenza (e ruolo delle donne nella stessa), temi che ho già affrontato più volte in passato, anche a livello accademico, ma che vorrei approfondire.

Se avete da consigliare libri (saggi o romanzi), ma soprattutto film, sono mooooolto ben accetti.

Chi di voi ha letto entrambi questi libri e sa dirmi se e cosa offre di più il libro di Vecchi rispetto a quello di Srnicek? (a parte un titolo migliore, che è poi la traduzione letterale del titolo originale dell'altro)

Per fortuna esiste «L'indiscreto» e le sue classifiche di qualità. Qui c'è quella dei libri tradotti in Italia nel 2019, divisa in narrativa, saggistica e poesia. Aria fresca.

indiscreto.org/classifica-di-q

Mimemis ha ripubblicato (a cura e traduzione di Marco Dotti) «Per farla finita con il giudizio di dio», di Antonin Artaud.

tysm.org/un-corpo-ribelle-lult

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