Pinned toot

Con le pericolose cazzate sul «Daspo per i social», il caposardino conferma per l'ennesima volta quanto scrivevamo su Giap poco tempo fa:

«Esiste una critica ai social elitaria, da scureggioni, tipica dei gatekeeper di una sedicente "sinistra" – su tutti, gli opinionisti fissi di Repubblica. Son quelli che disprezzano il popolo bue, fan le battutine contro il suffragio universale, elogiano acriticamente Burioni che «blasta» gli ignoranti, tifano per il principio d’autorità contro la libertà di parola e si atteggiano a proprietari dell’Illuminismo, ottenuto per usucapione.

Costoro criticano i social media in modo generico e superficiale, perché per loro il problema è uno solo: che permettono di esprimersi a troppa gente. “Problema” che si dovrebbe affrontare con più leggi, controlli, mordacchie, patentini ecc.»

oggi – e ne sono onoratissima – su Giap, il blog della @Wu_Ming_Foundt, è stato pubblicato un mio pezzo su #Ildecoroillustrato. Si tratta di una rielaborazione del testo che apre la versione a stampa del copione dello spettacolo. Lo trovate qui: wumingfoundation.com/giap/2020

Uno dei racconti di n. 100 (7.1990) descrive una coppia di occhiali con telecamera annessa: indossandone un paio, si vede letteralmente attraverso gli occhi della persona che ha indossato l'altro paio e viceversa - con conseguenti effetti di disorientamento.
Su Jacobin Italia Gaia Benzi propone la stessa esperienza facendo indossare le due paia di occhiali a un uomo e a una donna. jacobinitalia.it/amadeus-ha-ra

Sabato 18 gennaio 2020 a Dronero (CN)
Come ci si stupiva nel Settecento? Sulle piazze e nelle corti la forza magnetica delle calamite era sfruttata da maghi, scienziati e negromanti in forme ingegnose; mentre Pinetti manovrava automi che sembravano intelligenti, Cagliostro manipolava specchi magici, Robertson proiettava fantasmi sul fumo e Mesmer ipotizzava l’esistenza di un “magnetismo animale”.
Sui giornali, intanto, infiammava il dibattito: davanti a fenomeni tanto sorprendenti, dov’era il confine tra realtà e illusione? “Mesmerized!” riporta in vita scienziati e maghi del XVIII secolo attraverso i loro oggetti, le loro storie e i loro trucchi. 
targatocn.it/2020/01/15/mobile

"Sulla forza della nuda verità, il manto diafano della fantasia": oggi a Lisbona ricostruisco la storia della donna con la vista a raggi X. Realtà o fantasia? Cosa ne pensavano nel Settecento?
marianotomatis.it/blog.php?pos
L'intero dossier sul caso è disponibile nella )BmP Biblioteca magica del Popolo

"Car dans ce Païs-là tout est mystère, ou fetisserie, c'est-à-dire, sortilege ou Magie"
"Poiché in quel Paese tutto è mistero, o fetisserie ovvero sortilegio, Magia"
Charles-Frédéric de Merveilleux (cognomen omen...) a proposito del Portogallo in "Mémoires instructifs pour un voyageur", 1738

Nel 1869 il tunnel del Moncenisio (parallelo all'attuale tunnel del Frejus) era considerato una delle meraviglie del mondo (cfr. The World of Wonders, 1869).
marianotomatis.it/?page=biblio
In 14 anni di scavo morirono 48 operai su 4000, 18 dei quali di colera

L'Epifania? Per me è Miss Eglantine Price a cavallo di una scopa che scatena la magia contro i Nazisti
"Treguna Mekoides Trecorum Satis Dee"
(Anche se quella bandierina gliela bucherei...)

Come faceva a compiere miracoli con le carte senza mai toccarle? Scopri in questo tutorial cosa rendeva esclusiva (nel peggiore dei modi) la sua magia.
invidio.us/watch?v=0It1Vvtc7Bg
in pillole, ep. 169

Nel 1920 non si chiamava Alexa ma Iside l'apparecchio per mettere musica: come oggi, arrivava dalla Silicon Valley e funzionava a comando vocale. L'ho scoperto leggendo una rivista di magia di 100 anni fa.
Trovi tutti gli approfondimenti sul mio blog personale, in questo post dedicato alla magia degli Anni Venti:
marianotomatis.it/blog.php?pos
Allo stesso tema è dedicato l'episodio 167 di in pillole:
invidio.us/watch?v=nvrmQmiEee0

Secondo Banana Yoshimoto, la magia si riconosce da una cosa: tiene sempre la porta aperta.
invidio.us/watch?v=IeOEcMXmkR4
in pillole, ep. 166.

San Francisco condivide con Torino e Londra la fama di vertici del triangolo della magia nera. Tra i satanisti più interessanti di SF c'è dentista e illusionista Cecil Nixon, che trasformò la propria abitazione di una casa stregata, piena di meccanismi illusionistici - cui Modern Mechanix dedicò un lungo e appassionato articolo: blog.modernmechanix.com/haunte
Sorta di Alexa ante-litteram, la sua "Iside" era l'automa di una ragazza orientale *a comando vocale* in grado di suonare con la cetra qualunque melodia le venisse richiesta.

[Ernest B.] era un prestigiatore di Baltimora impegnato nella didattica illusionistica. The Billboard [11.6.1949] scrive di lui: "Gli studenti del circolo magico locale sanno che devono applicarsi a dovere per mantenere la buona stima del maestro Marx e poter rinnovare la tessera da soci. Se lo studio al college è improntato a sviluppare le doti mentali degli allievi, le lezioni al circolo magico si pongono gli stessi obiettivi. I due impegni servono anche a tenere lontani gli studenti dalla delinquenza giovanile. Da questo punto di vista, Marx svolge da vent'anni un lavoro di grande valore con i suoi allievi; ciò gli merita tutto il nostro plauso".

Star Wars, dal primo all'ultimo episodio, resta una macchina fatta per fare quattrini - ma il materiale narrativo che ha offerto in 42 anni si presta ad analisi interessanti; si veda questo eccezionale video che smonta i trailer dell'ultima trilogia individuando uno a uno gli stratagemmi usati dalla Disney per convertire in denaro la nostra nostalgia: invidio.us/watch?v=7KOsM5Xfe_E

Sono del tutto convinto che l'Età dell'Oro non sia mai esistita, ma certamente esistono nel nostro passato personale stagioni vissute con un'intensità irripetibile. Ha colto il punto uno degli autori della saga di Star Wars, difendendosi dalle critiche: "I often think about how lucky we all were that the best stuff came out when we were the most impressionable".

Questo interessante video muove al fandom di Star Wars una critica non banale:
invidio.us/watch?v=HeUGLUYYYNQ
Dietro l'atteggiamento conservatore di chi critica ogni innovazione nelle modalità di storytelling e ogni deviazione da una serie di dogmi consolidati dalla trilogia originale c'è un tragico elemento rimosso: i primi tre film ci impressionarono *così* tanto perché eravamo bambini; quella meraviglia dipendeva anche da noi, e nessun film oggi può restituirci lo stesso sguardo. Come canterebbero i Pink Floyd, "the Star Wars saga is the same in a relative way - but YOU're older, shorter of breath and one day closer to death".

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