Gli Zapatisti, ad esempio, hanno perfettamente colto i caratteri della nuova forma della guerra e dicono: «La guerra mondiale oggi non è tra stati, ma contro le popolazioni». Quanto di vero in questo enunciato! Oggi la guerra non è, come si diceva una volta, la continuazione della politica con altri mezzi, ma la forma stessa della politica, un dispositivo “globale” e strutturale per governare uno stato di eccezione permanente, dove l’obiettivo principale è il controllo sulle popolazioni, nonché soffocare sul nascere e preventivamente ogni rivolta, ogni ribellione, ogni resistenza e contropotere all’ordine costituito.

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