@positiva

Condivido volentieri, anche se so già cucire (ma non lo faccio solo per ragioni di tempo a mia disposizione non illimitato).

@positiva Ho dubbi sul quarto punto. Se lo sfruttato diventa disoccupato non è che migliori la sua condizione.

@naciketas quando ho fatto questa "infografica" pensavo genericamente al mercato fast fashion con base in India e Bangladesh. In quest'ultimo paese chi lavora nel settore tessile è sistematicamente sottopagato. L'industria occidentale regge i ritmi di produzione e ricambio attuali solo perché si basa su uno sfruttamento endemico in collaborazione con governi compiacenti e imprenditori sciacalli. Gli stipendi sono tanto bassi che solo lavorando più del dovuto -spesso oltre le 12 ore al giorno, e spesso anche se si è ancora bambini- si riesce a sopravvivere, non a vivere. Personalmente mi rifiuto di mantenere questo status quo comprando da multinazionali che applicano questa logica. Non voglio essere complice di forme di schiavismo, preferisco denunciare e andare alla ricerca di attività virtuose.

@positiva E' una posizione che posso comprendere, e anche io eviterei di comprare prodotti dietro i quali c'è sfruttamento del lavoro. Ma non sarà in questo modo che i lavoratori otterranno i loro diritti. I diritti si conquistano lottando. Nel caso specifico, la cosa più saggia da fare sarebbe quella di acquistare prodotti tessili fatti in Italia rispettando i diritti dei lavoratori, ma questo non migliorerebbe la condizione dei lavoratori indiani. Diminuirebbe, alla lunga, l'occupazione...

@positiva ...nel settore tessile in quel paese, ma nulla più.

@naciketas quindi cosa dovremmo fare come società occidentale secondo te?

@positiva Nel caso specifico, la cosa migliore che si possa fare è far pressione sulle aziende italiane (ad esempio Benetton) affinché producano in modo etico. Poi bisognerebbe abbattere il capitalismo, ma quella è un'altra storia.

@naciketas quindi vedi possibile fare pressione e continuare a comprare i loro prodotti allo stesso tempo?

@positiva Fare pressione vuol dire proprio non comprare. Ma non perché ti cuci a casa tua i tuoi vestiti. Questo conduce a un'economia di sussistenza che semplicemente toglie il lavoro agli operai. Diverso è il boicottaggio o l'acquisto critico.

@naciketas quindi se voglio boicottare AIA o similari devo non comprare e basta piuttosto che allevare le mie galline, che altrimenti è economia di sussistenza?

@positiva Se ti preoccupi dei lavoratori delle aziende che producono uova, devi sapere che autoprodurti le uova causerà la perdita del loro lavoro. Mi pare che il tuo argomento fosse evitare lo sfruttamento. La mia risposta è che così sostituisci lo sfruttamento con la disoccupazione. Tutto qui.

Sign in to participate in the conversation
Mastodon Bida.im

Un'istanza mastodon antifascista prevalentemente italofona con base a Bologna - Manifesto - Cosa non si può fare qui

An antifa mostly-italian speaking mastodon istance based in Bologna - About us - What you can't do here

Tech stuff provided by Collettivo Bida