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"Questa retorica sulle cattive idee da sconfiggere a parole è anti-empirica: le vittime della brutalità poliziesca, per esempio, non sono morte perché scarse a spiegarsi. Così come le persone uccise dai suprematisti – che esistono grazie alle risorse, alle piattaforme e agli spazi che sono loro resi disponibili per la propaganda e il proselitismo – non sono morte per scarsità di argomenti. Pensare che discorsi pubblici e azioni siano binari paralleli è completamente irreale. Può permettersi "il mercato delle idee" solo chi ha garantita l’incolumità o una relativa sicurezza."
valigiablu.it/lettera-150-inte

Spero Valigia Blu non faccia mai cazzate, perché ormai tutta la mia fiducia nel giornalismo italiano è riposta solo in loro.

@positiva l'ho condiviso anche io dì là, eheh. le *nuove* fulgide frontiere del paracoolismo intellettuale (aka le arrampicate sugli specchi che ne riflettono la luccicanza).

@granata @positiva a me puzzava già quando ho letto Atwood e Rushdie. Autori di successo con concezioni pre-Internet e una presenza su social inesistente.

@granata @positiva bravi a denunciare il male, ma un pochino ciechi di fronte alle nuove necessità umane.

@cronomaestro @granata mando un po' in vacca, ma in molti casi temo sia uno specchio abbastanza fedele della situazione

@granata non avevo dubbi che avessimo pensato/fatto la stessa cosa anche a questo giro :awesome_rotate:

@positiva "La lettera termina con un appello a "preservare la possibilità di essere in disaccordo in buona fede"

NOPE. Nell'era di internet e dell'accesso continuo e gratuito alla conoscenza non può esistere il disaccordo in buona fede.

@Antanicus più che altro sanno benissimo che cancellarli comporterebbe, per loro, perdere soldi su soldi.

Si scrive "disaccordo in buona fede", si legge "sponsorotto non andare via" @positiva

@cronomaestro il carattere cinese per dire "buona fede" significa anche "fascista bigotto che non vuole educarsi"

@positiva

@Antanicus @positiva dissento. Una Atwood che parla di libertà di espressione ha un peso specifico diverso da una Rowling che ciarla di equiparabilità delle "terapie per trans*" alle terapie di conversione.

La buona fede di Atwood ha una dimensione diversa dalla buona fede di Rowling, e a ragione: una ha scritto per mettere in guardia, l'altra si guarda dal mettersi a scrivere seriamente.

La Atwood non può essere considerata pienamente fascista, ma mettendosi insieme a chi adopera un linguaggio abusivo, ne giustifica l'abuso in nome di un privilegio riconosciuto solo ai ricchi o ai benestanti o a chi ha raggiunto uno status, a cui va diretta l'azione della cancel culture.

@Antanicus @positiva cosa accomunino qui i 150 intellettuali è evidente: la difesa per gelosa custodia di un privilegio riconosciuto tardivamente, oltre a una cecità e sordità di fronte alle complessità della realtà di minoranza. Ad alcune di queste persone è stata appioppata la santità (cit.) per gesta e persecuzioni reali, non perché frignano di "trans*-non-donne", e come accade per troppi, tendono a laicizzare questo carattere con una errata universalizzazione.

Non mi risulta che allo Stonewall chiesero diritti in giacca e cravatta.

@positiva "Nelle nostre scuole, nelle nostre redazioni, persino nei consigli di amministrazione delle aziende, c’è ora un fascismo di estrema sinistra che pretende assoluta obbedienza."

LOL come no...

Questa lettera è un perfetto esempio di quello che Chomsky chiama" intellettuali allineati", cioè tutta quella risma di figure di spicco che abdicano alla loro funzione di pensatori critici e si godono i privilegi che discendono dall'essere alleati del potere ("there is indeed something of a consensus among intellectuals who have already achieved power and affluence, or who sense that they can achieve them by “accepting society” as it is and promoting the values that are “being honored” in this society"
chomsky.info/19670223/ )

@positiva

Ciao!

Molto interessante la lettera della rivista, grazie!

Ciao!
C.
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