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Nei giorni scorsi ha suscitato numerose polemiche questo post, pubblicato da una divisione di Reply su LinkedIn. Lo screen è circolato fino ad arrivare nella nostra chat Telegram.

Abbiamo quindi colto l'occasione per stendere una breve analisi didascalica di che cosa nasconde questo post per dare soprattutto ai più giovani, un po' di anticorpi verso questo tipo di comunicazione.
Quindi, questo è un comune post di propaganda in cui l'azienda cerca di spostare l'attenzione dal problema del lavoro in eccesso, tentando di farlo passare come un problema personale. Questa pratica è piuttosto comune sia nel privato dell'azienda, sia nella comunicazione col pubblico, sia spesso nella comunicazione sui giornali allineati ai grandi gruppi industriali.

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In inglese questa tecnica di manipolazione si chiamerebbe "gaslighting": il tuo giudizio è sbagliato, la tua esperienza soggettiva non è valida, ti sembra che l'azienda ti stia sfruttando ma in realtà è colpa tua, che non ti prendi cura di te stesso.

Lo stesso meccanismo si utilizza in altre forme di propaganda, ma è anche lo stesso meccanismo con cui, ad esempio, un partner abusivo può manipolarti per accettare comportamenti violenti o umilianti.

Il risultato è che lo stress viene percepito come necessario, inevitabile, calato dal cielo da un Dio malvagio. Non è colpa dell'azienda. Lo stress è lì, è un fatto della natura e tu, individuo, devi gestirlo come gestiresti l'allergia stagionale.

La parte più interessante e goffa è però la conclusione: il post tira in ballo le "lamentele" contro di loro, che finora non erano parte dell'equazione e potevano benissimo restarne fuori. Questa affermazione fa cadere la maschera anche per il lettore meno consapevole, che capisce il trucco: all'azienda non interessa il mio benessere, interessa disinnescare le critiche e tenere buoni i dipendenti così che si organizzino per cambiare la loro situazione lavorativa, ma facciano invece yoga e meditazione per sopportare un carico lavorativo maggiore.

Ringraziamo quindi Reply per averci dato materiale per questa analisi.

Su una cosa hanno però ragione: lamentarsi non serve. Solo l'azione e l'organizzazione cambiano le cose: se siete stressati, se il vostro manager vi fa lavorare i weekend, se venite maltrattati, solo voi potete cambiare la vostra situazione, organizzandovi con colleghi e colleghe. TWC è qui per supportarvi, ma il cambiamento deve partire da voi.

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