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questa ultima puntata di Clio chiude in bellezza la stagione e tratta il tema per me piu' importante nell'approccio all'informazione oggi mastodon.bida.im/@clio/1057876

e' una argomento importante e va continuamente discusso, perche' non arriveremo a delle soluzioni definitive.

e lo insegna anche Scottecs ai bambini
youtu.be/a61nQ62xHw4

grazie a @PuncoX e se potete sostenete i suoi progetti di public history. info per le donazioni qui: storiasvelata.wordpress.com/

@void @PuncoX grazie, molto interessante (dura solo 12 minuti?). Sul discorso emozioni c'è tanto da dire. Vero che le fake news ci sono sempre state, ma vero anche che c'è sempre stato un uso politico delle emozioni. Teniamo peró conto che le emozioni non sono il contrario della razionalitá (che è l'irrazionalitá, mentre il contrario di "emozionalitá" è piú qualcosa tipo "apatia"). Il problema va molto oltre l'immagine falsa della foiba che viene creduta come vera perché "emoziona". La risposta emozionale è oggi cosí forte perché il revisionismo storico che diffonde queste immagini è sempre piú considerato "accettabile" e gli viene dato spazio: è la presunta "razionalità" degli storici revisionisti che sdogana l'accettabilitá di una risposta emotiva di un certo tipo di fronte alla finta foto delle foibe.

@zeyev @PuncoX si, sono d'accordo.

ma secondo voi questa "accettabilita' del revisionismo" e' oggi in ripresa per un pura questione politica oppure perche' i canali digitali rendono piu' facile la contraffazione e la diffusione?

un altro elemento di preoccupazione che aggiungerei e' che oggi e' facile analizzare il fenomeno rispetto a eventi di un passato di cui esistono archivi diffusi e copie fisiche dei documenti.
la iperdigitalizzazione e l'entrata sul mercato delle tecnologie di deep-fake renderanno il lavoro degli storici del futuro un incubo.

@void gli storici del futuro dovranno avere competenze da informatici, e già in molti paesi comincia ad essere già così. il bello della public history è che spinge all interdisciplinarietà gli storici che per troppo tempo sono stati chiusi nel loro empireo specialistico @zeyev @PuncoX

@void @zeyev @karol

Secondo me non conta tanto l'irrazionalità, quanto la scarsa conoscenza del metodo storico (basato sulle fonti e la loro interpretazione). Non saperlo porta a considerare sullo stesso piano il lavoro di Pavone e quello di Pansa, solo che uno si basa su solide fonti, l'altro su sentito dire e storie palesemente inventate.

Il processo revisionista è in atto dagli anni Ottanta (Gallerano ne scriveva già allora), cominciò in televisione. La rete ha semplificato la diffusione di quelle informazioni, ma, forse, ha solo accelerato un processo già in atto.

Il lavoro degli storici del futuro credo sarà difficile sia per il deep-fake, sia per la volatilità dei dati. Pensate solo quanto già oggi sia difficile fare una storia di Indymedia basata su fonti che non siano orali...

@void @zeyev @karol

C'è tanto Jesi dietro il lavoro che sto cercando di fare... Spero di averlo interpretato bene e che almeno un po' traspaia...

@PuncoX @void @karol verissimo il discorso sulla scarsa conoscenza del metodo storico, la popolarizzazione dei vari Pansa in tv etc. E cosi oggi si arriva all'auto-revisionismo dell'anpi che dà solidarietà alla meloni (non mi aspettavo dessero solidarietà alle sex workers, ma almeno tacere come hanno fatto in mille altre occasioni). E qui è proprio un discorso emozionale "di sinistra" che si è perso, si è creata una specie di "pace sociale emozionale" per cui non è più accettabile avere certe emozioni (tipo: odiare i fascisti). Mi rimetteró al piú presto in pari con Jesi, grazie per la segnalazione!

@PuncoX @void @karol aggiungo, che mi ero persa un pezzo: massima solidarietà per le storiche del futuro, sarà davvero complicato. Comunque mi preoccupa più la perdita delle informazioni che i deep fakes. Alla prima non c'è soluzione, mentre i secondi sono comunque fonti calate in un contesto piú ampio e teoricamente "smascherabili". Come domani qualcuno potrebbe inserire un video deep fake in un archivio digitale così oggi potrebbe inserire un documento falso in un archivio cartaceo.

@zeyev

Però un falso cartaceo hai diversi strumenti per analizzarlo, da quello filologico a quello della composizione chimica. Un falso digitale, se è filologicamente coerente è molto più difficile riuscire a catalogarlo come falso, soprattutto in un contesto dove non sono più in vita i contemporanei di quell'evento.

Inoltre ha un impatto emotivo, e non solo, molto più diretto: stai ascoltando quelle parole da una determinata persona, che vedi in video, e questo abbassa parecchio le difese.

Un falso, poi, una volta in circolo, nonostante venga smascherato, continua a produrre effetti per molto tempo. Pensa ai Protocolli dei Savi di Sion, ai quali, molti, ancora oggi credono. Ed erano un documento cartaceo. Pensa agli effetti che potrebbe avere un video.

@void @karol

@PuncoX (non per essere monomaniaco ma lo stesso Jesi affrontò il tema dei falsi protocolli dei Savi di Sion nel suo L'accusa del Sangue, pubblicato con una bella introduzione di David Bidussa) @zeyev @void

@void

Grazie! Bello l'articolo dell'Atlantic. Mi piace il modo che ha di impostare la questione e, seppur timidamente, comincia a esplicitare il nesso tra la mentalità indotta dal capitalismo in questa fase e questo fenomeno.

Mi sono andato a cercare il video ci Cruise. Sì, è abbastanza spaventoso...

@zeyev @karol

@zeyev sull'uso politico delle emozioni, mi vengono in mente Spartakus e Cultura di Destra di Furio Jesi, che ne parlò tanto anche negli articoli scritti su Resistenza Giustizia e Libertà @void @PuncoX

@void Grazie...

Non lo conoscevo il cartone di Scottecs 😄

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