"...la progettazione di nuove sementi si realizza in laboratorio, con la completa eliminazione dei contadini da qualsiasi ruolo di selezione... l'insieme di queste ricerche si situa all'interno di una prospettiva di controllo delle sementi, attraverso sterilizzazione, chiavistelli biologici, marcature genetiche, ecc., allo scopo di consegnare il monopolio della produzione alla sola industria delle sementi"

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Vorrei aggiungere a quanto riportato da @allegra :

Anche quando le intenzioni sembrano migliori (es. aumentare la resa) ed i mezzi meno pericolosi (es. selezione e non OGM)
le progettazioni dall'alto hanno un intrinseco vizio: assumono condizioni favorevoli a chi dall'alto del suo potere paga la progettazione, e le impongono con esiti potenzialmente disastrosi a chi le sementi le subisce.

Un seme che massimizza la resa lo fa perchè non spende energia per difendersi da malattie e parassiti, per procurarsi l'acqua e sostanze scarse, per essere resiliente a condizioni ambientali variabili e sfavorevoli.

Lo può fare perchè produce in condizioni in cui il bilancio energetico è artificialmente drogato dai combustibili fossili delle macchine agricole, da fertilizzanti e antiparassitari, da irrigazione forzata.

>>

@allegra

>>

Ed un seme progettato per rendere in queste condizioni che trova nel Minnesota come si comporterà in una crisi di siccità nell'Africa subsahariana?

Si potrebbe comportare meglio (permettere di sopravvivere agli agricoltori) un seme risultato della selezione operata in loco da agricoltori che sono sopravvissuti con esso per secoli in quelle condizioni?

Che esperti del settore non riconoscano questo aspetto me lo spiego solo con interessi economici personali che, si sa, rendono l'intelligenza selettiva.

@zlx
di lei avevo letto solo "Il ritorno dei contadini", a naso quando avrò finito anche questo avrò accumulato dosi consistenti di rabbia, che spero di riuscire ad incanalare :)

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