l numero di detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno sale drammaticamente a 48, soprattutto giovani. Mai così tanti. Dall’inizio dell’anno si sono tolte la vita 48 persone. Quasi una ogni mille persone recluse. Se si fossero ammazzate dall’inizio dell’anno 60 mila italiani liberi, ovvero la stessa proporzione dei detenuti suicidati rispetto al totale della popolazione reclusa, avremmo pensato a un’emergenza nazionale da affrontare con tutti i mezzi a disposizione
osservatoriorepressione.info/u

Come convertire i grandi eventi musicali in laboratori sperimentali e vetrine commerciali dei nuovi strumenti di guerra e controllo sociale facendo fare grandi affari al complesso militare industriale di Israele. E’ quanto accaduto a Lignano Sabbiadoro, il gioiello turistico friulano che ha recentemente ospitato i concerti dei Maneskin e di Jovanotti.
agoravox.it/Al-concerto-dei-Ma

Per fortuna non c’è scappato il morto e neanche feriti, ma la situazione nel carcere di Rebibbia resta sull’orlo di un’invivibilità quotidiana al limite dei diritti umani elementari. A dare il via alla rivolta che ieri ha portato i reclusi ad appiccare un incendio al reparto G6 – originariamente destinato ai detenuti in transito ma di fatto utilizzato per “appoggiare” detenuti ritenuti violenti o problematici – la mancata risposta alla richiesta di assistenza sanitaria presentata da alcuni detenuti.
agoravox.it/Rivolta-a-Rebibbia

Il 31 maggio 2022 la camera dei deputati del Cile dichiara 4 associazioni mapuche come “terroriste”. Dichiarando “nemico interno” la voce delle popolazioni originarie il governo di Boric criminalizza e reprime ulteriormente i diritti del popolo mapuche, uno dei popoli indigeni più numerosi del paese.
agoravox.it/Cile-intervista-a-

Proprio in contemporanea alla missione in Turchia del governo italiano del 5 luglio scorso, a Tripoli il quotidiano Libya Observer riportava la notizia che la forza aeronavale europea che vigila sul rispetto dell’embargo di armi al paese nordafricano (Operazione Irini) si era vista rifiutare per ben otto volte l’ispezione a una nave battente bandiera turca nel porto di Misurata.

Attualmente all’operazione Ue sono assegnate tre fregate (la ITS Grecale della Marina militare italiana, la HS Themistocles greca e la FS Commandant Blaison francese), più alcuni aerei pattugliatori di Italia, Francia, Grecia, Germania, Lussemburgo e Polonia, con principale base operativa la stazione di Sigonella in Sicilia.
osservatoriorepressione.info/l

Ha solo dieci anni, così giovane che molte persone sono rimaste sconvolte quando hanno letto la notizia. Altre si sono rifiutate di crederci. Il dramma della bambina dell’Ohio rimasta incinta dopo essere stata stuprata e costretta a spostarsi in un altro stato per abortire ha dato vita all’ennesimo scontro politico vergognoso, e ha evidenziato due aspetti inquietanti: in primo luogo, il fatto che queste gravidanze sono meno rare di quanto si pensi; in secondo luogo, che migliaia di bambine e ragazze saranno colpite dai divieti all’aborto imposti in molte zone degli Stati Uniti.
internazionale.it/magazine/d-g

Nel comunicato si evidenzia: “Nel cuore della città vecchia di Hebron, in Cisgiordania, c’è un’area nota come H2 dove vivono 42mila palestinesi e 700 coloni israeliani. Nella zona, controllata da Israele e teatro di violenze da parte dei coloni, gli spostamenti dei palestinesi sono soggetti a restrizioni che non solo ostacolano gravemente l’accesso all’assistenza sanitaria, ma creano anche difficoltà a svolgere la propria vita“.
dire.it/26-07-2022/766443-a-he

La decisione di piazzare una nave di 300 metri (capacità di 170.000 m3 di metano liquefatto, corrispondenti a 100 milioni di m3 di gas) davanti ad una città viene dal governo in carica, in prima fila il Ministro della Transizione Cingolani con le modalità autoritarie tipiche del capo di governo Mario Draghi. Il potenziale distruttivo di una tale quantità di GNL corrisponde alla potenza di circa 50 bombe atomiche come quella di Hiroshima. Una struttura del genere a 500 metri dall’abitato.
agoravox.it/Con-il-rigassifica

E mentre in un quadro di “nuova normalità” legata alla siccità prodotta dalla crisi climatica governo e istituzioni locali pensano a misure di razionamento idrico per la popolazione, la Coca Cola continua a estrarre, sfruttare, produrre e incassare. Nulla di più iniquo e diseguale, eppure si continua a non prendere alcun provvedimento. È la medesima logica “dell’emergenza”, che scarica verso il basso costi e responsabilità della crisi, che abbiamo visto palesarsi più volte negli ultimi anni, dalla pandemia alla guerra, passando per il “cambio” di modello energetico. Forse è questa la “transizione” che hanno in mente i governi e le multinazionali: un nuovo grande terreno di accumulazione, a discapito di quella fetta di popolazione povera che si è fatta sempre più grande.
osservatoriorepressione.info/n

elis boosted

No vabbè ma non posso non condividerlo.
Qua c'è grande e potente giornalismo d'inchiesta, su soffiano venti di rivolta!
amp.triesteprima.it/cronaca/mo

Talmente “green” che a Marina di Ravenna più di 65 metri lineari di piante di tamerici, alte oltre quattro metri, compreso un grande albero al termine del filare, presenti da almeno qualche decennio tra il bagno Ulisse e la zona della sede dell’Associazione Nazionale dei Marinai d’Italia, sono stati rasi al suolo per l’evento di Jovanotti.
agoravox.it/Jova-Beach-Party-2

Si era introdotto, nella notte, all’interno del liceo Scientifico “Leonardo Sciascia” di Canicattì. Si era avvicinato a quel distributore di snack dolci e salati a disposizione del personale scolastico e degli studenti. Probabilmente nel tentativo di rubare le monete contenute all’interno di quella macchina-frigorifero, l’uomo – un 33enne del posto, disoccupato – si è ferito gravemente. Nel giro di pochi istanti ha perso molto sangue, fino alla sua morte. Il suo corpo senza vita, infatti, è stato trovato all’interno della struttura, a pochi metri da quella “macchinetta”.
nextquotidiano.it/canicatti-mu

Rischiavano di essere gli unici della classe a restare fuori dal progetto di alternanza scuola-lavoro perché più di un’azienda si era rifiutata di formarli per un periodo di stage a causa delle loro origini marocchine: protagonisti della triste vicenda dai contorni razzisti due studenti neri di un istituto superiore nel Friuli Occidentale, la cui insegnante incaricata del tutoraggio ha dovuto chiedere aiuto all’associazione immigrati di Pordenone. Grazie alle denunce della docente, che hanno avuto eco mediatica soprattutto dopo che la notizia è apparsa per la prima volta sul Messaggero Veneto, alla fine i due studenti sono riusciti a trovare un’azienda disponibile ad accoglierli per il tirocinio.
nextquotidiano.it/friuli-stude

L’accesso all’aborto sicuro, infatti, è una questione razziale e di classe. Lo è in Italia, dove in molti casi ad abortire clandestinamente sono donne senza documenti che temono di essere schedate e rimpatriate se si recano in ospedale. Se verranno scoperte, infatti, ora che il reato è stato depenalizzato ed è diventato un illecito amministrativo, dovranno pagare una sanzione che arriva fino a 10mila euro. Ma ora lo è soprattutto negli Stati Uniti, dove è noto da tempo che l’illegalità dell’aborto colpirà in particolare le donne nere, indigene e latine, che avranno maggiori difficoltà a spostarsi in Stati in cui l’interruzione di gravidanza sarà ancora consentita
thevision.com/attualita/senten

A dispetto di quanto si possa credere, nonostante la denominazione comunemente diffusa in Italia fino a pochi anni fa fosse “Gay Pride”, questa manifestazione non ha avuto origine esclusivamente dalla forza della comunità gay e/o cisgender. Sebbene, nel corso degli anni immediatamente successivi ai moti di Stonewall, sia prevalsa la costruzione di una narrazione a uso e consumo della ristretta minoranza di uomini gay, sono numerose le figure bisessuali, transgender e lesbiche che hanno giocato un ruolo fondamentale nella prima stagione delle rivendicazioni “queer”. Tra queste rientra senza dubbio Brenda Howard, nota come “la Madre del Pride”
thevision.com/cultura/brenda-h

Ma per gli autocrati e i tradizionalisti – esterni, come Kirill e Putin, e interni alle democrazie, come Trump e i suoi alti togati – si rivelerà un boomerang. C’è una legge storica fin qui mai smentita, ed è che dopo il femminismo novecentesco, sul piano della libertà riproduttiva le donne non arretrano. Non arretreremo neanche stavolta, come già dimostrano le manifestazioni che popolano le piazze americane, e presto potrebbero dilagare altrove attraversando le vecchie e le nuove cortine di ferro innalzate dagli uomini in guerra.
internazionale.it/opinione/ida

e anche oggi pieno di maschi etero che ci spiegano che l'aborto non è un diritto,dio cane dovete solo crepare

“Piangere la morte di un pensionato sul luogo di lavoro deve far riflettere sulla condizione degli anziani che raggiungono l'età per ottenere l'assegno previdenziale. Si pone una questione di vera e propria sopravvivenza per chi arriva alla pensione dopo 40 anni di duro lavoro e di colpo si ritrova a fare i conti con lo stato di bisogno”.

continua su: fanpage.it/attualita/operaio-d
fanpage.it/

Erano saliti a bordo del treno partito da Milano e diretto verso Genova. La madre, Maria Tarzia, e il figlio di cinque anni affetto da una severa forma di autismo, si trovavano alla stazione di Vesima domenica pomeriggio e stavano prendendo posto negli spazi riservati ai disabili sui vagoni. E da lì è nata un’assurda discussione con due passeggeri che occupavano quei posti con le loro biciclette. L’intervento del capotreno ha aiutato a riportare la giustizia a bordo, ma solo dopo aver fatto un’assurda richiesta alla donna.
nextquotidiano.it/suo-figlio-e

Gli straordinari erano arrivati quasi a superare le ore di lavoro previste da contratto: il tutto tra battutacce sul suo orientamento sessuale, telefonate fuori orario, rischiosi turni di notte tra camionisti molesti, verso i quali le era stato detto di “essere gentile”: Sara Silvestrini, 42enne di Lugo ex magazziniera della Lidl di Massa Lombarda, ha impugnato il licenziamento al quale si era arrivati dopo un lungo periodo di vessazioni e ha vinto la sua causa. Il giudice onorario ha condannato a tre mesi il capo reparto, Emanuel Dante, e a 500 euro di multa i dirigenti Lidl Pietro Rocchi, Emiliano Brunetti e Claudio Amatori. L’azienda è stata riconosciuta come responsabile civile e condannata a pagare 30mila euro
nextquotidiano.it/lidl-risarci

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