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#memos

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archiviocto for real.

Lasciando stare come, anche stavolta, questa sia la dimostrazione di come proprio non ce la faccio a pensare alle cose urgenti e necessarie, e preferisco di gran lunga perdere tempo facendo lavoro finto o di utilità discutibile…

Ieri mattina ho effettivamente reso reale il famoso #archivioctt, di cui mezzo anno fa millantavo la necessità, ma che poi buttai nel dimenticatoio presa da altre cose… Forse in parte anche perché avrei voluto fare un tema personalizzato per generare il sito statico, ma quello richiede minimo qualche giorno di impegno, quindi mi è venuto lo zzz. 😆

In pratica, sarebbe un sito #pubblico, generato da repository Git pubbliche (multipli #mirror, come sempre, per sicurezza), contenente tutta la roba mia pubblica aggregata in un unico posto, poiché non si sa mai. Toh, ha le categorie, i tag, la ricerca statica full-text, e funziona pure tutto navigando da file://Godo!!! 😳🥵

Sarà fatta una pagina per indicare tutti i mirror, ma i 2 attivi ora sono https://archivioctt-61aad6.gitlab.io e https://octospacc.github.io/archivioctt/. E si può scaricare uno ZIP godibile offline da https://github.com/octospacc/archivioctt/archive/refs/heads/gh-pages.zip! (NON abusatene.) 💣💣

Per ora in realtà vengono duplicati solo i contenuti dei miei Memos, e del #microblog fritto misto. Pensare che quest’ultimo esisteva già da mesi, con Jekyll… credevo di averne parlato ma non riesco a ritrovare nessun post a riguardo, quindi… ops. Quello continuerà ad esistere, tanto mi costa più fatica toglierlo di mezzo, che semplicemente lasciare che continui ad aggiornarsi. ☺️

Dovrò allora vedere di integrare il backuppaggio anche dei miei profili di Pixelfed e Spacc BBS, nonché di roba vecchissima (post Telegram e social di anni fa), e questo mi darà altre sfide, ma… Lo mio #archivio è per ora venuto sorprendentemente bene come UX, usando un tema+generatore generico, Material for MkDocs. (Dopo averne provati tipo 5 o 10 che out-of-the-box non andavano bene, ma ci sta.) 📦

Dettagli per chi non tocca erba li avrete la prossima volta, anche perché quelli di base li dissi già, e da lì è cambiato poco: lo script di backup sul server è sempre quello, semplicemente ora #copia i post Markdown da WordPress anche sull’altra repo Git, li patcha con uno script shell quasi identico a quello per Jekyll, e con poche righe in più + un altro script sh prepara anche i #memos. 🧞‍♀️

(Ricordate che l’entropia digitale è una costante sempre più reale, che ogni giorno più del precedente mangia tutto ciò che trova sul suo percorso, con il rischio di eliminare dalla faccia della terra me e le mie cose, voi e le vostre cose, se non prendete i dovuti accorgimenti… he comes.)

If you find yourself oversharing, there are options.

One which I am trying out is "memos" usememos.com an open source and self-hosted memo toolkit that gives you your own private "note to self" infrastructure complete with hashtags that doesn't need to be shared with the world. If you just have to type it in but don't really care that anyone else except yourself will see it, this is the place for that.

I have an instance running on my MacBook for the past couple of days .

Memos
www.usememos.comMemos - Open Source, Self-hosted, Your Notes, Your WayA privacy-first, lightweight note-taking solution that allows you to effortlessly capture and share your ideas.

La mia istanza pubblica di Memos… è ancora intrigante, ma l’ho usata più in questi ultimi giorni che nelle tante settimane passate da quando l’ho tirata su, il che è buffo, ma non troppo preoccupante. Probabilmente stavo ancora provando il concept, e non ero sicura di volerci già mettere tutto l’impegno, perché magari “chissà se non mi trovo bene e voglio tornare ad un altro format“… ma, a questo punto, mi sa che il formato di #note piccole a flusso ci sta molto bene, è pratico e veloce da utilizzare, ed il software è abbastanza minimale da non farmi scivolare nella trappola dell’organizzazione. Però, il programma ha degli inconvenienti comunque, quindi, circa ieri… ✨

…Ho creato uno script #PHP giusto per permettere la visualizzazione dei memo senza JavaScript, perché la pagina statica non include nulla, neppure i tag per l’anteprima sulle piattaforme di chat e social (che ancora non ho sistemato, ma farò). È la cosa che io in primis più odio, quella di finire su un link esterno sul web, e constatare che il JS serve per visualizzare qualsiasi cosa in più di una pagina bianca. Link così per provare (con il proxy_pass di nginx ho “sovrapposto” lo script sugli URL normali dei memo): memos.octt.eu.org/m/VhMUopz539YSBYyitCQwzN 🎳

L’ho reso ovviamente scaricabile lo script, non è proprietario, ma non penso lo espanderò troppo… non ho alcun incentivo di implementare navigazione o ricreare a tutti gli effetti il frontend di #Memos, così come non implementerò un rendering 1:1 del Markdown com’è sulla #app. Alla fine mi serve solo perché: non voglio quell’effetto odioso del web pure sui miei siti, voglio permettere a browser retrogradi (come in foto) di leggere tutti i contenuti, e ai vari crawler di leggerli e archiviarli, tra cui Archive.org, ma anche giustamente i motori di ricerca. 👑

(Cosa molto strana a proposito: in realtà, Google ha trovato ben 8 pagine della mia istanza, e gli ha assegnato come descrizione degli estratti di testo pertinenti, ma nessun altro motore lista nulla… ma è perché solo loro fanno web scraping avanzato, facendo renderizzare il sito in dei veri browser, quindi per tutti gli altri bisogna avere dell’HTML di valore.)

Questo comunque porta al discorso di: a chi beneficia la tendenza moderna, sempre più imperante, delle #webapp comunque munite di un server di backend, di fare del tutto a meno di #frontend lato server, in favore di versioni 100% client-side? …Solo agli sviluppatori pigri, certamente non agli utenti in generale, e nemmeno a chi ospita e gestisce il #software (qualora sia una persona diversa dallo sviluppatore, come per questo e altri software open-source diffusi). Fa rabbia, ma non stupore, come il caricamento dell’effettivo contenuto a schermo è molto più veloce con questo #script PHP, rispetto che aspettare che la app frontend si carichi e faccia il suo lavoro…

  • Meno di 250 millisecondi da quando il #browser fa richiesta a quando il #server restituisce l’HTML di pochi KB, nonostante dietro le quinte faccia ben 3 richieste HTTP a localhost, senza alcuna cache: una per ottenere l’HTML di Memos in cui iniettare i contenuti, una per ottenere i dati JSON sul memo… e in realtà prima una per ottenere l’id numerico con cui richiedere il JSON avendo l’uid alfanumerico, perché solo la API binaria (non-JSON) lo permette, ma ovviamente parsare tutti i dati di quella da un programma esternamente costruito non è cosa, leggo solo la stringhetta che mi serve e so dove sta. 😳
  • Dopo questo (che grazie al mio script ora già mostra i contenuti, mentre prima era una pagina vuota), può passare da… poco meno di un altro secondo, a poco meno di un secondo e mezzo, per avere la pagina che si tira appresso tutte le altre risorse, il #JavaScript che si attiva, scarica i dati che gli servono con millemila richieste, e a quel punto mette a schermo i contenuti. Ok, questo tempo non è rognoso in assoluto, ma comunque è peggio di quanto potrebbe realisticamente essere, ed in ogni caso è misurato a casa sul PC groso… sullo smartphone, con rete cellulare, in giro, vi assicuro, la differenza si sente, e al giorno d’oggi gli utenti (me compresa) scappano a gambe levate dalle pagine che caricano lentamente. 💩

https://octospacc.altervista.org/2024/07/17/memomento/

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